Alla storica dinastia dei Savoia, purtroppo si attribuiscono due avvenimenti storici nefasti avvenuti durante il regime fascista, il primo è quello delle leggi razziali del 1938 e il secondo la fuga a Brindisi dell’8 settembre del 1943, dopo la firma dell’armistizio a Cassibile del precedente 3 settembre.
Tali vicende purtroppo infangarono l’onore dei Savoia. Ma la storia non è mai tutta nera o tutta bianca e ogni fatto va contestualizzato e analizzato profondamente nel periodo in cui accade.

La dinastia dei Savoia fu sicuramente complice delle malefatte di Benito Mussolini, ma non può essere ricordata solo per quello, infatti ai Savoia va anche attribuito il merito di aver contribuito a unificare e quindi a far nascere l’Italia nel 1861, e addentrandoci nella storia locale, bisogna rimembrare che nel marzo 1861, Soveria Mannelli si distinse per le resistenze a casa Savoia e dopo questa strenue resistenza fu proclamato, nell’aprile del 1861, un governo provvisorio, il cui braccio armato era rappresentato dalla giubba rossa di Pietro Bianco che insieme ai suoi uomini uccise i seguenti regi carabinieri: Pier Matteis Ettore nel 1864, Panni Antonio nel 1865 e Mereu Silvestro nel 1866.
Nonostante l’attacco frontale del governo provvisorio ai Savoia, l’attribuzione di questi tre omicidi di Bianco fu omessa nel processo del 1867. Mi chiedo il perché di tale omissione.
Mi viene da pensare che i carabinieri probabilmente furono uccisi all’interno della chiesa ed ivi seppelliti. Sarà questa la verità storica da svelare una volta per tutte?
Pietro Bianco passò alla storia come un delinquente comune con 100 omicidi sulle spalle e sei anni dopo fu decapitato nel vallone di Rovito.
In altre zone di Italia, come ad esempio a Pontelandolfo, in provincia di Benevento, i Savoia reagirono duramente e rasero al suolo tutto il villaggio.
Se la resistenza anti-Savoia fu pressoché uguale, perché Soveria fu “graziata” dai Savoia e Pontelandolfo no? Per capire il motivo, forse è il caso di adoperarsi per far gemellare questi due comuni.
Ad ogni modo, riprendendo il titolo dell’articolo, concludo dicendo che sì io sono monarchico e grato ai Savoia perché nel 1861 potevano distruggere Soveria, come hanno fatto altrove, e invece non l’hanno fatto!
Filippo Cardamone

























