di Achille Costanzo
Non è una semplice partita di calcio. A Soveria Mannelli, piccolo ma vivace centro della Calabria centrale, la storica sfida tra Nord e Sud rappresenta molto di più: è tradizione, memoria, identità e passione. Un appuntamento che si rinnova ogni anno a giugno, in occasione della festa patronale dedicata a San Giovanni Battista, celebrata il 24 del mese, e che accende l’intera cittadinanza nei giorni che precedono la ricorrenza.
La partita è uno degli eventi civili più attesi del calendario locale, a corollario delle solenni celebrazioni religiose in onore del Santo. È un confronto simbolico tra due anime dello stesso paese, diviso da una linea immaginaria – e sempre più controversa – che separa il Nord dal Sud del borgo. In mezzo, non c’è solo il campo da gioco, ma una comunità intera che si ritrova, tifa, ricorda e celebra.
A vederla da fuori, potrebbe sembrare una sfida tra rioni come tante. Ma chi conosce Soveria Mannelli sa che questa partita ha un valore del tutto particolare. La rivalità tra Nord e Sud non è solo sportiva: è il riflesso di un forte legame con le proprie radici, con il quartiere di appartenenza, con i vicoli dove si è cresciuti, le persone incontrate, le esperienze condivise.

Fin dalla sua origine, la “stracittadina” si è distinta per il suo spirito aggregativo. In campo vanno due squadre composte da giocatori locali, spesso ex tesserati della Garibaldina, la storica squadra di calcio di Soveria, oppure giovani promesse del posto. Ma sugli spalti ci sono generazioni intere che si riconoscono nei colori e nelle voci del proprio “lato” del paese.
All’inizio il confine tra le due squadre era chiaro: la farmacia situata al centro del corso rappresentava la linea spartiacque. Ma col tempo, complice anche lo spopolamento e il naturale cambiamento urbanistico del paese, tracciare questa linea è diventato sempre più difficile. Di anno in anno, gli organizzatori, tra i quali vanno menzionati Alessandro Sirianni detto “Sandrino”, Salvatore Arena e i fratelli Tony e Marcello Chiodo, si sono dovuti confrontare con la necessità di bilanciare le squadre, rivedere i criteri di appartenenza, ascoltare critiche e suggerimenti, in un continuo tentativo di restare fedeli alla tradizione senza rinunciare alla partecipazione.
Eppure, nonostante le difficoltà logistiche, l’evento ha saputo resistere e rinnovarsi, mantenendo intatto il suo fascino. Anzi, proprio questo confine flessibile ha alimentato la leggenda della partita, rendendola ogni volta diversa eppure sempre uguale a se stessa, nel cuore della gente.
Molti dei protagonisti della storia calcistica di Soveria Mannelli sono passati anche per questa sfida. Nomi come Marcello Aristodemo, Gino Rodofili, Paolino Cerra, Gabriele Cavalieri, Alfredo Guzzo e Luigi Aristodemo hanno lasciato il segno sia con la maglia della Garibaldina che con quella del Nord o del Sud. Atleti che hanno portato in campo non solo tecnica, ma spirito di appartenenza e amore per il proprio paese.
Ma la partita è anche un momento di memoria collettiva, un’occasione per ricordare chi non c’è più ma ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore della comunità. Ogni edizione diventa così un omaggio sentito a figure come Angelo Colosimo, mitico portiere e allenatore della Garibaldina, Gino Villella, storico e mai dimenticato capitano, Ettore Costanzo, Gioacchino Cardamone e, più recentemente, Sandro Spina, il cui ricordo è ancora vivo negli occhi e nei racconti dei compaesani.
In un’epoca in cui il calcio è spesso sinonimo di business, polemiche e tensioni, la sfida Nord-Sud di Soveria Mannelli rappresenta una boccata d’aria fresca. Qui non si gioca per contratti o trofei, ma per qualcosa di più profondo: l’orgoglio di appartenere a un luogo, la voglia di difendere i propri colori, la bellezza di rivedersi ogni anno su quel campo che, per una sera, diventa il centro dell’universo locale.

Il 20 giugno 2025, come ogni anno, il paese si fermerà. I bar si riempiranno di pronostici e i gruppi WhatsApp ribolliranno di convocazioni. Da una parte e dall’altra, giovani e veterani si daranno battaglia nel rispetto reciproco, sotto gli occhi di una comunità partecipe, calorosa, appassionata.
La partita Nord-Sud è, in fondo, lo specchio fedele di Soveria Mannelli: un paese che cambia ma resta ancorato ai suoi valori, che affronta le sfide del presente senza dimenticare il passato, che trasforma una semplice partita in un evento identitario.
Nel clima della festa di San Giovanni Battista, tra celebrazioni liturgiche, concerti, bancarelle e spettacoli, la stracittadina è il momento in cui la comunità si riconosce e si rinnova. Un appuntamento che unisce e appassiona, che fa sorridere e commuove, che ogni anno dimostra come anche il calcio, se vissuto con cuore e rispetto, possa diventare memoria, cultura e rito collettivo.
E così, ancora una volta, il fischio d’inizio non sarà solo l’avvio di una partita, ma l’inizio di una storia che si rinnova. Nord contro Sud, sì. Ma con un unico vincitore: Soveria Mannelli.
Achille Costanzo

























