Il forte maltempo abbattutosi sul Reventino non ha causato, fortunatamente, danni agli abitanti, ma ha lasciato e lascerà strascichi pesanti. I disagi sono stati soprattutto alla circolazione, bloccando strade e, di conseguenza anche ad alcune abitazioni. E’ il caso di Decollatura dove, nelle località Maliprezzi e Carolea, 3 famiglie risultano ancora isolate.


La sindaca Raffaella Perri, da noi contattata, ha voluto sottolineare che “La situazione è stata monitorata costantemente e le famiglie sono state tutte raggiunte e rassicurate. Si tratta dei residenti in loc. Maliprezzi e Carolea. Data la pericolosità della strada provinciale 64 per una doppia frana e per il ponte al limite della sua capacità e per evitare l’evacuazione è stato raccomandato a tutti di non uscire di casa. Se devono uscire mi chiamano che concordiamo le modalità. Già verso le 17 stasera abbiamo verificato con il geometra della provincia l’abbassamento di oltre un metro del livello dell’acqua del fiume Amato e pertanto domani mattina si potrà ridurre il tratto di chiusura alla sola area di frana permettendo a tutti di uscire in sicurezza se tutto continua così senza fenomeni pluviali particolarmente importanti durante la nottata”.


Un episodio analogo, come segnalato nell’articolo Maltempo, Scigliano completamente isolato – Chiusa la SP 64. Disagi pesanti in tutta l’area Reventino-Savuto


è successo a Scigliano nella frazione Celsita dove tre abitazioni sono rimaste isolate. Per fortuna le stesse vengono occupate solo nel periodo estivo e quindi non hanno causato inconvenienti nell’immediatezza come a Decollatura.
Si segnala, infine, che, nel corso della giornata, sempre a Scigliano, un fenomeno franoso da anni rimasto latente e ancora nella memoria di chi lo ha vissuto, si è risvegliato. Gli abitanti del luogo, in particolare quelli più anziani della frazione Cupani, ricordano “Il Mostro” (nella foto in evidenza), ovvero lo smottamento di vaste proporzioni che, alla fine degli anni 60 uccise il signor De Franceschis, abitante di Cupani che, con l’intento di portar da mangiare ai maiali, poco distante da casa, fu travolto dall’enorme ammasso di fango e detriti che scivolò dalla montagna. Oggi tale frana si è riproposta, ben visibile dalla superstrada che porta a Savuto e ha interessato una delle vigne terrazzate dell’istituto agrario, ubicato nella frazione Serra, facendola scivolare verso il basso a ridosso della frazione Cupani.
































