di Matteo Cosco –
Continua la polemica sulla narrazione stereotipata della Calabria dopo “l’ispirata” descrizione della compagnia aerea EasyJet (A). Questa regione soffre di un’evidente assenza di turisti a causa della sua storia di attività mafiosa e di terremoti e per la mancanza di città iconiche. Non vorremmo proprio essere nei panni del copywriter che ha costretto alle scuse la compagnia in seguito all’ondata di indignazione prodotta dal terremoto mediatico.La low cost non è nuova a turbolenze simili, già nel 2009 invitava i viaggiatori diretti verso la Calabria a dotarsi di un frasario per comunicare con la popolazione locale (B).
Ma per far spiccare davvero il volo ai qualunquismi e ai luoghi comuni, placando moderatamente i toni, l’infaticabile parresiasta Cruciani ha ben pensato di rincarare la dose in radio ripetendo ironicamente come un mantra: Catanzaro, ma ci sei mai stato a Catanzaro?
E’innegabile che la ‘Ndrangheta ha le sue radici in Calabria, ma la sua diffusione è pervasiva e riguarda purtroppo l’intero territorio nazionale. L’equazione secondo la quale l’assenza di turisti è dovuta alla criminalità organizzata e ai terremoti è becera, faziosa e stereotipata; è esattamente come quando all’estero si descrive l’Italia solo attraverso mafia, pizza e mandolino. Questa narrazione inadeguata non considera la difficoltà di raggiungere e muoversi velocemente all’interno della regione, ignora problemi strutturali mai risolti e mancati investimenti nazionali in infrastrutture inadatte ad un turismo di massa.
Nonostante ciò, nel secondo appuntamento La Calabria che vogliamo ospitato dal Senato della Repubblica (C), emerge come essa abbia il migliore tasso italiano di fidelizzazione da parte di turisti italiani e stranieri. Occorre dunque abbattere e superare anacronistici ed inutili pregiudizi dannosi all’imprescindibile clima di unità nazionale, ancor di più in quella che si prospetta un’estate difficile a causa del Covid tanto per le compagnie aeree in piena crisi, quanto per l’economia dei territori.
E’surreale fermarsi ancora alla visione grottesca della mafia rurale dei pastori, del disprezzo dei dialetti (peculiare e straordinario vettore di cultura che rende unitario e sfaccettato il territorio nazionale), all’immagine folcloristica e postbellica del Mezzogiorno descritta da Carlo Levi nel romanzo denuncia Cristo si è fermato a Eboli. La Calabria non è solo terra di mafia e terremoti, questa regione è anche molto altro di positivo troppo spesso non adeguatamente raccontato in Italia e all’estero ,ma anche al suo interno a causa di fondati ma futili piagnistei per i quali bisogna fuggire da una terra adatta solo alle vacanze.

A “Catanzaro” è nato il nome Italia (D), la Calabria è la culla delle nostre radici magnogreche, ha collezionato 14 bandiere blu sono le 2020 (E), il suo territorio in cui si alternano meravigliosi parchi naturali e spiagge favolose è bagnato da due mari al centro del Mediterraneo, ma si potrebbe proseguire a lungo con questa contro narrazione. Tuttavia, oltre alle sue innumerevoli bellezze naturali si dovrebbe forse maggiormente parlare della straordinaria accoglienza delle persone che la abitano, delle iniziative sociali e culturali presenti, della tenacia e della laboriosità di una terra e dei suoi figli sparsi in tutto il mondo, ma valorizzati più fuori che dentro casa loro. Forse, solo mettendo ciò al centro della narrazione sbagliata che anche il Mezzogiorno fa di se stesso, esso potrà davvero spiccare il volo.
Fonti:
- (A) – https://www.agi.it/cronaca/news/2020-06-23/calabria-terra-di-mafia-terremoti-bufera-su-easyjet-8968630/
- (B) – https://www.lacnews24.it/cronaca/easyjet-passo-falso-gia-nel-2009_120004/
- (C) – https://siviaggia.it/notizie/video/calabria-regione-piu-amata-in-italia/236305/ Video min1:20
- (D) – https://www.comune.catanzaro.it/catanzaro-dove-nacque-il-nome-italia/#:~:text=Il%20nome%20Italia%20deriva%20dal,(vitulus%2C%20in%20latino).
- (E) -http://www.bandierablu.org/common/blueflag.asp?anno=2020&tipo=bb
























