Le mani sapienti dello scultore, lavorano e plasmano un’opera che prende forma e si fa viva, sbocciando, letteralmente, dalla nuda pietra o da un pezzo di marmo. Il soggetto si anima e diventa quello che l’artista ha immaginato nella sua anima, ancor prima che nella sua mente. E se il grande Fabrizio De André diceva che “dove finiscono le mie dita debba, in qualche modo, incominciare una chitarra”, Nicola Di Domenico, scultore di Pittarella, (minuscolo borgo di Pedivigliano, a sua volta piccolo centro del Savuto) ha, senza ombra di dubbio, indossato, come fa un frate col saio, le sue vesti di artista che ha fatto del martello e dello scalpello, la sua liturgia quotidiana. A ripetere quel gesto, quel continuo picchiettare con pazienza e meticolosità, fino a limare nei minimi dettagli ciò che, soffiando via l’ultimo strato di polvere, finalmente appare e stupisce.


In questo breve e speriamo gradito spaccatom che abbiamo voluto dedicargli in occasione di un importante evento, soprattutto dal punto di vista emotivo, che si terrà il 9 agosto, proprio a Pittarella di Pedivigliano: la scopertura e inaugurazione del nuovo Ambone nella chiesa di San Nicola durante la S. Messa pomeridiana della festa patronale.
E Nicola, per questa circostanza, si è raccontato intimamente, proprio come se stesse scolpendo le parole come un soggetto, dal profondo della sua nobile anima.
Due anni difficili e una lenta rinascita
“Ho sempre pensato – ci ha rivelato Di Domenico – e detto a mia figlia Giorgia: ‘papà non ti lascerà né oro né ricchezze …ma tante opere realizzate. Questo sì!’
E sono tante e sparse in giro per la Calabria e non solo, le realizzazioni artistiche di Di Domenico. Altari, Amboni, sculture, Tabernacoli. Lavori, prevalentemente, di natura religiosa, ma non solo
Ci ha detto ancora l’artista pediviglianese: “Sono stati per me e per la mia famiglia due anni difficili, complicati, ma grazie all’amore di Dio e alla consapevolezza di aver avuto un grandissimo dono dal cielo, ovvero la capacità di amare il mio lavoro, di coltivare la passione per l’arte per la scultura, mi hanno aiutato molto. A questo aggiungo anche la vicinanza degli amici più cari e il mio percorso personale”.
Finalmente, profeta in patria
“Oggi è, per me, un giorno molto importante in quanto la realizzazione di quest’opera segna, innanzitutto, la caduta di un Tabù, essere, finalmente, profeta in patria e poter donare una mia creatura alla chiesa del mio piccolo borgo Pittarella, che amo perché è qui che ho trascorso la mia infanzia e che cerco sempre di valorizzare, facendone conoscere, al di fuori dei suoi confini, la storia e le peculiarità che sono tante e veramente interessanti. Sono felice per questo riconoscimento e poi perché ora, dopo molti sacrifici, sto iniziando a vivere il secondo tempo della mia vita”
L’Opera
“L’Ambone della chiesa dedicata a San Nicola, è realizzato in pietra tufacea e anticipa altri due elementi liturgici necessari che saranno, a breve, installati: l’Altare o meglio Mensa e, successivamente, la Sede.
Infine, voglio lasciarvi annunciando che, sempre a breve, uscirà un catalogo con otto mie opere, che scaturisce da un premio ottenuto con la mia opera “Dalla terra al cielo” facente parte della collezione ” Equilibri “, con cui ho conquistato il primo posto alla rassegna artistica tenutasi a Gennandria (località immersa nei boschi di Serrastretta) nel luglio del 2025, con l’artista Marika Mazzeo e tanti altri bravissimi colleghi”.































