Colore e onestà. Sono le due parole chiave con cui si può riassumere l’evento che, nei giorni scorsi, ha pervaso di cultura e bellezza il “Giardino delle Arti” a Decollatura.





La presenza dello scrittore Giuseppe Gervasi e della pittrice Clementina Scalzo (in arte Clemen’s ndr) ha impreziosito ulteriormente, un agosto 2026 già ricco di momenti preziosi, da conservare nei cassetti della mente e dell’anima.


La Scalzo, artista e donna del Reventino e, in particolare di Taverna, nel cuore della Sila catanzarese, ha incrociato la propria arte astratta e figurativa, “imperfetta” – come l’ha definita, osservando i suoi dipinti, lo stesso Gervasi – fatta di elementi naturali, fusi insieme che tendono alla spiritualità, alla divinità. Occhi che scrutano e osservano e la forza generatrice della vita che conduce e guida l’uomo e i suoi simili nell’immensità universale.


Un buon numero di visitatori, pur rimanendo aperta per un solo giorno, ha molto apprezzato la mostra intitolata “Trame dell’infinito” – paesaggi interiori attraverso i simboli.


L’artista ha spiegato le sue opere che, ha detto, “privilegiano i colori, è da lì che nasce tutto. I miei quadri non hanno uno schema preciso, vengono fuori man mano che i colori si spandono sulla tela. Lì cominciano a prendere forma. Del resto, non a caso, ho denominato questa esposizione trame dell’invisibile”.
Clemen’s ha poi anche spiegato una particolare tipologia di arte, diciamo così, liberatoria per la mente. “La neurografica – questo il suo nome ha detto – aiuta a svuotare e resettare la nostra mente; praticamente a deframmentarla. Appare come un puzzle sul foglio, ma ogni pezzo ha una sua funzione ben precisa. Un esercizio molto, molto utile”.


La serata è proseguita, come si accennava, con la presentazione di tre libri dell’autore Giuseppe Gervasi già noto per aver condotto interessanti trasmissioni televisive su importanti emittenti private regionali. In particolare sono stati oggetto del dialogo con la giovane Francesca Astorino tre titoli: “Per guardare il cielo deve piovere”, “Maria, una storia vera” e “Una stella nei campi”.


Introdotto dagli interventi del sindaco di Decollatura, Raffaella Perri e dal presidente della Pro loco, Michele Astorino, i dialoghi della giovane interlocutrice con Gervasi, hanno spaziato dall’esperienza politica di Riace (paese di origine dello scrittore), paese diventato multietnico con il sindaco Lucano, alle figure femminili dei piccoli centri calabresi e del Sud, in generale. Donne forti cresciute in periodi di grande povertà che, per questo, acquisiscono una tempra particolare.
Gervasi si è soffermato, partendo dalle parole del sindaco Perri, sul non scontato atto di umiltà di riconoscere i meriti altrui in una società sempre più egocentrista e dove la malapolitica è in grado di impedire la crescita e il progresso.


Infine, Gervasi ha raccontato anche vicende personali legate alla malattia e il periodo di cura passato lontano da casa insieme alla moglie, storie che hanno toccato profondamente l’attento pubblico presente.





























