Passano gli anni, ma l’energia è sempre la stessa. Quella degli anni storici in cui i “fratelli di sangue e di musica” napoletani, tra i quali il grande Pino Daniele e poi Eugenio Bennato, James Senese, Enzo Gragnianiello, Tullio De Piscopo, Rino Zurzolo e altri, contaminarono la musica italiana e internazionale con un sound nuovo, ritmi e addirittura strumenti traslati da altri Paesi e da altre etnie o completamente inventati. Insomma una vera e propria rivoluzione.
Uno dei fautori di questa autentica revolution è stato ed è Tony Esposito. Figlio di Napoli e della sua gente, quella buona, verace, lavoratrice che, come ha raccontato ultimamente, con le «cucchiarelle» come le chiama lui, teneva il tempo attaccato alla gonna della mamma mentre ascoltava la musica che usciva da una piccola radio. E da quelle cucchiarelle Tony è passato a suonare qualsiasi cosa si potesse suonare, come un altro grande che ancora oggi rappresenta e incarna Napoli e la napoletanità, pur essendo nato in Argentina, riusciva a palleggiare con qualsiasi oggetto: Diego Maradona.
In occasione del premio letterario “Kerasion 2025” svolto a San Pietro Apostolo, la nostra troupe ha incontrato il grande maestro percussionista e cantautore e ha realizzato una videointervista (sotto il link al video caricato sul canale YouTube del sito www.ilReventino.it) che vi proponiamo in questo articolo.

Esposito, infatti, è stato invitato dagli organizzatori a concludere la due giorni dell’evento con un concerto che ha fatto divertire e scatenare le tantissime persone accorse in piazza Marconi, letteralmente trascinate dal ritmo travolgente della sua musica. Esposito ci ha rivelato di essere molto legato alla Calabria e alla musica popolare calabrese.
“Venivamo in Calabria negli anni ’70 – ha raccontato Esposito – con Eugenio Bennato per scoprire e studiare la musica popolare calabrese. Apprezzo molto i musicisti di questa terra meravigliosa che, come Napoli, rappresenta il Sud e quelle sonorità e quei ritmi che solo in questi luoghi puoi apprezzare e ascoltare”.
Tante altre cose ci ha detto Tony Esposito, ma vi vogliamo lasciare il gusto di ascoltarle direttamente dalla sua voce e non vi diciamo più nulla dell’intervista. Vi auguriamo solo buona visione.

























