
Una mattina qualsiasi, ero in giro con la macchina per lavoro, quando arriva una telefonata. Numero non registrato, ma capita spesso, niente di strano. “Pronto”. “Si son Andrea di Striscia la Notizia…”. Appena sento la risposta dall’altra parte del cellulare, mi scorre una specie di film in testa con tutte le mie azioni dei giorni e dei mesi precedenti. Cosa avrò fatto di male per meritare una tale chiamata e suscitare interesse dal tg satirico, ormai per antonomasia (sic)?
Andrea, un simpaticissimo collaboratore di Pinuccio (rispondi), l’inviato pugliese della trasmissione Mediaset, chiarisce subito che non si vuole occupare di me e delle mie eventuali malefatte, bensì di una cosa molto più seria, scaturita dalle ultime tornate elettorali comunali, che hanno fatto registrare strane candidature da parte della lista “L’altra Italia”, un po’ dappertutto.
Direte, e che c’entra questo con la telefonata? In realtà, io sono stato solo il tramite per il bravo collega Enzo Bubbo, laureato in lettere e professore presso l’I.C. “Corrado Alvaro” di Petronà che scrive da 20 anni ormai e, dopo molte collaborazioni con quotidiani calabresi, ora pubblica articoli, come me, su ilReventino.it e, proprio in occasione delle amministrative di settembre, aveva redatto un bel pezzo su Andali (piccolo comune del catanzarese), proprio sull’argomento oggetto dell’interesse di Striscia. Anche lì, infatti, si erano candidati alcuni foggiani proprio nella lista incriminata, fra l’altro non eletti.
L’articolo, beccato dai nostri giustizieri della notizia, era apparso proprio sul “ilReventino” e così testata e autore, hanno, meritatamente direi, ricevuto il loro momento di celebrità nazionale. Fra l’altro l’inchiesta sta proseguendo e proprio qualche sera fa la redazione del tg si è occupata di un altro paese, stavolta in provincia di Pisa, quindi Bubbo aveva fiutato, da bravo giornalista vecchia maniera, la magagna da prima pagina…
In questo breve racconto, che ci siamo dedicati non per autocelebrarci, ma, come al solito, per rendere partecipi voi lettori, sempre più affezionati (a proposito un sentito grazie!) alla testata, di questo curioso retroscena, ho fatto quattro chiacchiere con Enzo, vero protagonista di questa storia che ci ha portato in tv.
Ciao Enzo, come va?
“Non bene per questo momento molto complicato per tutti: serve rispetto delle regole e tanta resilienza, trasformando un ostacolo in opportunità. La pandemia spero porti più umanità. Non sono io il protagonista di questa storia, ma il giornalismo di inchiesta”.
Come ci si sente a diventare famosi per una sera e portare un proprio articolo ad avere un’attenzione nazionale?

“Beh, sapere che un articolo pubblicato da ilReventino con la mia firma ha suscitato l’interesse di un programma seguitissimo come quello di Antonio Ricci, come Striscia la notizia è qualcosa che si ricorda, che non si cancella facilmente e uno sprone per continuare a dare voce ai nostri bistrattati territori. Quando ho saputo di Striscia, non ci credevo. Non capivo motivo di tanto interesse. Grazie a tutta la redazione con cui collaboro da un po’ di mesi e con cui mi trovo benissimo. Penso a Raffaele Cardamone, Santino Pascuzzi, Alessandro Cosentini: c’è competenza, sintonia, c’è stima, c’è umiltà”.
L’ho accennato nell’introduzione, ma spiegaci meglio come mai da Milano è arrivata la chiamata per questo tuo scritto.
“La notizia attenzionata da Striscia riguarda Andali, paese di origini albanesi, è il caso singolare di una lista di candidati presentata da cittadini pugliesi alle elezioni comunale di Andali. Non era mai accaduto prima. Rammento che era fine agosto quando ho appreso per la prima volta della presentazione di questa pseudo lista e sono rimasto basito. Tutti sapevamo di due liste, di una terza lista nessuno aveva sentore, neanche nella casa comunale. E invece: arrivano i pugliesi.
C’erano aspettative: cosa faranno? Cosa diranno? Quale progetto? Il nulla, neppure un caffè al bar, meno di zero. Una voce dentro di me mi suggeriva di non perderli di vista. Così ho fatto e ho scoperto che solo un signore si è presentato in Comune per presentare la lista. Punto. Non conoscono Andali e Andali non conosce queste persone. Così non si fa: la politica è sinonimo di trasparenza, dialogo, conoscenza del territorio. In questo modo, invece, anteponi le tue cose al bene comune. Ci tenevo a complimentarmi con il primo cittadino di Andali, Pietro Antonio Peta che ha dimostrato, con la sua conferma, l’importanza della politica come servizio, come strumento per interpretare istanze dei cittadini. Ringrazio anche Pietro Talarico per le bellissime immagini associate all’articolo di Striscia e realizzate con un drone”.
E qualcuno li ha pure votati da quello che so.
“L’altra Italia ha preso solo due voti ad Andali dati da chi non ha consapevolezza dell’importanza delle urne, dà chi vuole fare solo un po’ di rumore in chiave negativa. Non meritano troppe attenzioni. Ho deciso di scrivere l’articolo perché fin da bambino mi hanno spiegato che la politica è servizio alla comunità, la politica rivela il cambiamento e non cela cose strane. Candidato vuol dire candido: chi lo fa non deve avere macchie. Questa storia mi ha indignato: non ci può essere indifferenza davanti a fatti così.
La dico tutta: Altra Italia ha anche risposto al mio articolo con una lettera del presidente del movimento con cui si rivendica il diritto della candidatura, ma non si spiega perché non fanno campagna elettorale. Non solo: alla fine della missiva si soffermano sul rapporto tra italiani e stranieri, associazione di idee a me apparsa subito molto opinabile”.

La vicenda grazie a te e, di conseguenza a Striscia, ha fatto rumore e, come abbiamo visto da altre inchieste, continua a farlo.
“Il Parlamento, grazie anche al ilReventino, ha attivato un’indagine per capire perché cittadini di altre regioni si candidano in paesi piccolissimi e nessuno li conosce e, men che meno, loro conoscono problematiche del contesto di riferimento. I programmi si somigliano e parlano di argomenti che poco hanno a che fare con realtà che si vogliono rappresentare”.
I nostri lettori, però, al di là dall’argomento, che desta certamente attenzione e non va sottovalutato politicamente, sono curiosi di sapere com’è andata la tua vicenda con Striscia.
“Molto semplice. I giornalisti di Striscia hanno chiesto di contattare Pinuccio i collaboratori di Pinuccio e l’ho fatto, qualora dovesse verificarsi qualche fatto di interesse nazionale non esiteremo.
Grazie ancora al ilReventino – chiosa poeticamente Enzo – quando pronuncio questa parola mi viene in mente Michele Pane, l’usignolo del Reventino, un grande poeta che ci rammenta con in ogni sua parola che questo lembo di terra non merita di essere abbandonato.
I diritti non sono beni immobili: tocca a noi difenderli senza secondi fini, ma con intento di tutelare il bene comune. Auguro a tutti di diventare costruttori di comunità: ce n’é bisogno”.
Se giornalismo è svelare cose che tanti non vogliono far sapere, ilReventino sa fare giornalismo.
Di Enzo Bubbo e Alessandro Cosentini


























