

L’incontro del 07/09/2020 – prosegue la nota dei lavoratori – si è concluso con l’intenzione di portare la vertenza dei tirocinanti calabresi al cospetto del Ministero del Lavoro (in che data avverrà ciò?) e sarà discrezione dei rispettivi ministeri il da farsi. L’assessore al lavoro regionale Fausto Orsomarso afferma di non avere preso nessun impegno politico verso la drammatica vertenza dei 7.000 tirocinanti calabresi (anche se quanto era all’opposizione nella precedente giunta regionale sembrerebbe il contrario) e continua ad affermare che se fosse dipeso dalla sua persona, avrebbe preferito percorsi nel mondo privato (ricordiamo che la maggioranza dei tirocinanti calabresi provengono già dal settore privato calabrese). Per i circa 7.000 tirocinanti calabresi in questi anni sono stati spesi 100 milioni di euro con fondi della Regione Calabria affinché venissero formati nelle aree in cui operano cioè Enti e Ministeri (Giustizia,Miur,Mibact) è il loro intervento d’azione è indispensabile tenuto conto che riescono a colmare al meglio la cronica carenza di personale offrendo servizi che altrimenti verrebbero limitati notevolmente appunto presso Enti e Ministeri (Giustizia,Miur,Mibact).
C’è necessità di prendere realmente a cuore la vertenza dei tirocinanti calabresi – conclude la nota – e di portare a conclusione il discorso concettualizzazione una volta per tutte per i tirocinanti stanchi di essere sballottati da una parte all’altra pur di portare un pezzo di pane a casa che dovrebbe essere un sacrosanto diritto visto che si parla di Repubblica fondata sul lavoro. Non ha senso dare colpe a destra e a manca pur di distogliere l’attenzione su quanto sia importante assicurare “il sacrosanto diritto del lavoro” ai circa 7.000 tirocinanti calabresi che hanno scelto nonostante tutto e con coraggio di restare in questa terra.




























