Manzoni ci ha insegnato a diffidare degli azzeccagarbugli. Di coloro che dicono o scrivono una cosa per volerne fare un’altra. Don Abbondio si sottomise alle minacce dei bravi di don Rodrigo. Usò parole in latino, incomprensibili a Renzo. Per non sposarlo, cacciandolo. L’avvocato Azzeccagarbugli, accolse bene Renzo, vedendogli due bei capponi in mano. Appena capì che era la vittima, lo cacciò via in malo modo. Era al servizio di don Rodrigo! Lo fa sentire in colpa di voler sposare Lucia!

La lezione manzoniana ha significati odierni. Proprio in riferimento al prossimo Referendum. Del 22 -23 marzo. Naturalmente sono cambiati i modi. Moderna è l’arte dell’inganno. Con trucchi, dentro le stesse norme di Legge. Quella cosiddetta Separazione delle carriere dei giudici è un esempio significativo. Chi governa scrive una cosa per ottenerne un’altra. Anche se poi gli stessi autori, si tradiscono, in contraddizione tra loro.
Vogliono la Separazione per migliorare la Giustizia? No. Dicevano di volerla: 1. Per abolire le correnti; 2. Per eliminare gli errori come a Garlasco; 3. Per avere terzietà. Sono false e bugiarde motivazioni. Puntano ad altro.
- Nessuna Legge può abolire le correnti. Sono naturali e liberi raggruppamenti in ogni Associazione: nei Partiti, nei Sindacati, negli Ordini professionali, nei Consigli bancari ecc. Per le sensibilità diverse. Per le diverse visioni e interpretazioni. E poi, la Legge approvata non solo non le può abolire, ne provocherà il raddoppio. Avendo infatti voluto indebolire la magistratura sono previsti, al posto dell’unico Consiglio Superiore, due Consigli, dei giudicanti e dei requirenti. Si formeranno due tipi di correnti!
- Si possono eliminare gli errori umani per Legge? Magari! Solo chi non fa niente non sbaglia. Però chi non fa niente, per il severo Dante, va a finire tra i gemiti dell’Antinferno. Avendo sciupato la vita senza scegliere e agire, non merita nemmeno l’Inferno! E poi perché scagliarsi su tristi casi di cronaca contro i giudici? Quando dal governo si dovrebbero soprattutto riconoscere i numerosi sacrifici, pure della vita, di centinaia di loro, caduti per difendere lo Stato, contro gruppi di delinquenti, organizzazioni fascio-massoniche-mafiose, nemici della Repubblica? …da Levatino a Falcone, da Borsellino a Scopelliti, a Costa, a Terranova, a…?
- La terzietà nell’Amministrazione della Giustizia per Legge? No. La può dare solo la formazione etico-morale nell’esercizio della professione.
Singolare è la raffigurazione, irreale e infelice, che ne fanno quelli del “sì”: Considerano di avere poi un pubblico ministero come fosse un arbitro. E domandano: se giocano Spagna e Francia, può esserci in campo un arbitro francese o spagnolo? Certamente no! Sarà di altre nazionalità.
A riflettere però bene, la risposta giusta è: Prima di tutto la Giustizia non è una partita di calcio, o di altro sport. Secondo, per caso gli arbitri non sbagliano mai? O, diversi arbitri, dopo essersi presi tanti richiami e insulti devono sorbirsi, VAR compreso, gli elenchi dei tanti errori commessi?

Se ne sono resi conto che le motivazioni propagandate non erano credibili. Lo stesso Nordio, ministro e autore della Legge, ha affermato: ma non abbiamo fatto questa Legge per migliorare la Giustizia! E la sottosegretaria Bongiorno ha sbottato: chi è quel “cretino” che dice che questa Legge serve a migliorare la Giustizia?

Bene, perché allora l’avete fatta? Perché l’avete imposta, con quattro votazioni su un testo bloccato? Perché, la maggioranza, con il minor consenso di voti della storia repubblicana, non ha consentito un serio confronto, apportare qualche miglioramento, visto che si scardina la Costituzione?
Perché un governo senza alcuna credibilità sul piano etico, composto da tanti indagati, condannati e con una ministra sotto quattro processi, ipocritamente, oggi, a Legge imposta, cerca collaborazione?
Naturalmente negano che si vuole punire la magistratura, negano che si vuole indebolirla per cancellare la divisione dei poteri, sulla cui base si sono costituite, con secoli di lotte, forme di Stati democratici: Legislativo, Esecutivo, Giudiziario.
Negano e si contraddicono sul contenuto delle norme approvate e sul fine da raggiugere. Negano e poi sbottano palesando quello che hanno nascosto tra le norme. Negano il vero proposito al quale si stanno preparando.
Non sono quelli del “no” i profeti delle fine del Mondo! Quelli del “no”, stiamo da subito denunciando le pericolosità delle norme approvate. Con modalità arroganti e di fretta mai viste in ottant’anni. Con lo stravolgimento di sette articoli della Costituzione. Con il chiaro fine di punire la magistratura. Per limitarne e condizionarne le funzioni. Per eliminare la divisione dei tre poteri. Per affermare un predominio dell’esecutivo assoggettando il futuro pm. Vaneggiamo quelli del “no”?
Manco per niente. È scritto tra le norme. E, dopo tanti diversivi propagandistici i governativi ora lo affermano pure con un certo vanto. Com’è la loro natura e la sottintesa matrice culturale e ideologica.
Dunque, nell’art. 104 della Costituzione è scritto: La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Nell’art. 3 della Legge approvata pure si conferma lo stesso enunciato: La magistratura è un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere…
Il governo lo ha scritto, ma non lo ha rispettato.
Già nell’art. 1 della Legge sulla cosiddetta Separazione delle carriere dei giudici, modificando l’art. 87 della Costituzione, sfascia l’Ordine della magistratura, dividendolo in due: giudicante e requirente. È un vulnus.
Con quale fine? Da dove arriva questo proposito punitivo nei confronti dei giudici.? Questa volontà di scardinare la Costituzione e quindi la Repubblica? Non arriva certo da Vassalli, che è citato impropriamente. Occorre rispettarne la memoria. Cercare di capire in quale contesto sono espresse alcune affermazioni e per quale obiettivo. Davvero si può pensare che Vassalli, partigiano socialista, volesse la separazione delle carriere per sottoporre la magistratura sotto tutela del potere politico dell’esecutivo? La pensava come e se potesse essere più funzionale al processo. Non prevedeva lo sfascio dell’Ordine, né la sottomissione della magistratura controllata dal governo. Uno che aveva combattuto per la Liberazione dal fascio-nazismo avrebbe mai potuto voler far concentrare il potere nelle mani di un Primo Ministro, come vuole ora il governo? Così com’era sotto il Duce?
Sveglia cari liberi pensatori, anime candide e lib-lab critici sempre a Sinistra mentre sotto i piedi i destroidi stanno spingendo l’Italia a scivolare verso una nuova forma di Stato, neo-totalitario! Che c’è all’orizzonte? Il Premierato. Sono fantasie dei sostenitori del “no”? Quelli del “no” fanno politica? Perché chi sta al governo fa giardinaggio?
Suvvia. La provenienza della Legge si chiama Gelli-Berlusconi. Proprio nel programma Gelli, fondatore della Loggia massonica P2, condannato come responsabile organizzativo della strage di Bologna e dei depistaggi successivi, c’era l’obiettivo di cancellare i tre poteri, scardinare Costituzione e Repubblica, mutilando la magistratura, da assoggettare.
E Berlusconi era un iscritto a quella Loggia. Ed è paradossale come se n’è fatto seguace. E applicatore. Tutti ricordiamo che nei primi tempi delle indagini, nel periodo detto di Mani pulite, elogiava i giudici, Era contro i politici affaristi e fannulloni… persone che non conoscono un’ora di lavoro. Così diceva. Poi se n’è circondato: Gasparri, Salvini, Meloni, ecc. Mentre la Lega portava i cappi contro i politici in Parlamento! Poi, quando le indagini sono arrivate alle sue molteplici malefatte, da Presidente del Consiglio, ha minacciato la separazione delle carriere. Senza riuscirci.

Tajani e seguaci hanno inscenato un piccolo corteo, portando in giro una gigantografia di Berlusconi, per intestargli la paternità della Legge. Subito dopo l’approvazione. Lasciatelo riposare. Sono gli emuli di Berlusconi, a cui Nordio deve la benedizione per diventare ministro. Da magistrato era contrario alla separazione delle carriere. Sono loro che indicano, con arroganza e quando sbottano, i propositi reali a cui tendono.
- Meloni: Subito dopo che la Corte dei conti non approvò il progetto del Ponte sullo Stretto, per le gravi carenze della cartografia, dei numeri sbagliati e del mancato totale aggiornamento, se la prese con i magistrati e sbottò, dando un po’ di aria a Salvini, ma sotto sotto contenta per poter attaccare i Poteri di controllo: La riforma costituzionale della giustizia, cioè separazione delle carriere… e la riforma della Corte dei conti… rappresentano la risposta più adeguata ad una intollerabile invadenza che non fermerà l’azione del governo.
Cosa ci capite? È un’affermazione di lesa maestà… guai a chi non si accoda a quel che decide il governo. Cioè la funzione dei giudici viene considerata invadenza e saranno puniti con le riforme che hanno imposto a botta di voti di fiducia. Quella della Corte dei conti è già in vigore. Hanno limitato i poteri di controllo sull’operato del governo e della PA in generale. Tra l’atro se viene scoperta una ruberia con la perdita di denaro pubblico di 100mila euro se ne dovrà restituire solo meno di un terzo. Ammirate la trovata!
- Del Mastro, sottosegretario, sotto processo per divulgazione di segreto di Stato, richiamandosi all’art. 8 della Legge sulla Separazione delle carriere dei giudici, ha affermato: Bisognerà togliere al PM l’impulso all’indagine. Che vuol dire: sarà il governo a decidere quali indagini fare!
- Nordio stesso ha dichiarato: Non capisco la contrarietà della segretaria del PD a questa Legge …se va al governo servirà pure a Lei!

Sottintendendo che la Legge consentirà di avere il controllo sull’operato dei giudici! Ancora, incalzato da domande sbotta e afferma: Ogni potere deve avere un controllo, la magistratura chi la controlla? Ecco noi, con questa Legge ne vogliamo introdurre il controllo.
- Tajani sta quotidianamente ripetendo che dopo, con leggi ordinarie previste dall’art. 8, bisognerà far rientrare la Polizia giudiziaria sotto la giurisdizione ministeriale. Come ai tempi del Fascismo!
Ecco, dichiarato dai governativi quello che da subito si capiva ed è stato denunciato da quelli del “no”.
Vogliono cancellare la divisione dei tre poteri su cui si sono costituiti gli Stati veramente democratici, Lo fanno indebolendo la magistratura spaccando il Consiglio Superiore in due. Lo fanno col sorteggio puro per giudici e il sorteggio tra i laici politicamente elencati. Lo faranno con Leggi ordinarie nel regolamentare i due Ordini. Lo concluderebbero con il Premierato. Tutto magari nelle mani di una stessa maggioranza. Una prospettiva da regime.
La Repubblica, durante questi ottant’anni, nei suoi ambiti economico-sociali, ha presentato e presenta tante sofferenze, diseguaglianze e ingiustizie. Pensate alla Sanità… Ma non sono frutto dei principi della Costituzione. Sono invece le conseguenze di politiche di governi che non li hanno saputi o potuti attuare. Potuti, perché la Costituzione e la Repubblica hanno incontrato troppe ostilità, troppi nemici. Molti sono annidati nei grumi di potere che stanno alimentando questo governo.
La Costituzione non va scardinata. Va attuata.
Lega SPI CGIL del Reventino – Responsabile Angelo Falbo

























