Il commento di Garibaldina Real Cosenza 1-2 (Prima categoria calabrese girone B: 23/02/2025)
Ieri, dopo parecchie partite di campionato i cui risultati hanno fatto temere il peggio, ho rivisto la Garibaldina giocare in casa propria contro la prima in classifica del girone B della Prima categoria calabrese: il Real Cosenza.
C’è subito da dire che la differenza di classifica non si è proprio vista. Le due squadre sono sembrate di pari livello, anzi è stata proprio la Garibaldina a esprimere un gioco migliore, con frequenti tentativi di manovra e partenza dal basso, contrapposto a quello del Real Cosenza basato quasi esclusivamente su lanci lunghi. E la sconfitta, seppure di misura (1-2), con la prima della classe è apparsa del tutto immotivata rispetto a quello che si è visto in campo.
Anche a contare le chiare occasioni da gol, la Garibaldina ne ha avute di più, soprattutto con il nuovo arrivato Julien che già dopo un minuto si è trovato a tu per tu col portiere avversario, ma ha tirato a mezza altezza e con poca forza, consentendogli una parata plastica. Poi si contano almeno: un incrocio dei pali scheggiato da Marco Buso con tiro da fuori e un’altra azione travolgente del talentuoso Julien che dopo un dai e vai con un compagno si è trovato ancora solo davanti al portiere avversario, ma ha tardato a concludere in porta e si è lasciato deviare il tiro in calcio d’angolo da un difensore in recupero disperato.

Il Real ha fatto poco o niente oltre ai due gol: il primo con un tiro da fuori area sul palo del portiere che si è lasciato sorprendere e il secondo su una sua corta respinta nell’area piccola, sempre su tiro da fuori non apparso irresistibile, con pallone ribadito in rete da posizione molto probabilmente di fuorigioco. Poi il buio…! Per i cosentini, solo lanci lunghi alla “viva il parroco” e qualche loro individualità tecnicamente più dotata che cercava di sfruttarli, ma con la difesa della Garibaldina che è apparsa solidissima e ha fatto sempre buona guardia.
Fin da subito mi sono chiesto come fosse possibile che una squadra come questo Real Cosenza visto a Soveria potesse essere in testa alla classifica del girone. Difficile da credere, a meno che non sia stata particolarmente penalizzata dalle assenze, magari con più di mezza squadra a letto con l’influenza di stagione.
La Garibaldina era reduce dal cambio di allenatore, con il ritorno di mister Gianluca Perrone sulla sua panchina. E bisogna fargli i complimenti perché la squadra ha giocato bene, con raziocinio e, se non fosse stata penalizzata da episodi sfortunati, avrebbe potuto addirittura vincerla questa partita o almeno pareggiarla più che meritatamente.
Finora avevo avuto modo di vedere solo qualche partita della prima fase di campionato, caratterizzata invece da assenza di gioco, poca lucidità e nello stesso tempo poca aggressività, nonché palesi difficoltà nell’affrontare anche squadre di pari livello, in lotta come la Garibaldina per non retrocedere. Ieri il cambio di passo è stato evidente!

E se gli avversari sono davvero – e lo sono, classifica alla mano – primi del girone vuol dire che questo campionato è livellato e c’è ancora speranza, nonostante il terzultimo posto, allo stato attuale, della compagine soveritana.

Per ciò che concerne l’arbitraggio, siamo alle solite. La classe arbitrale in Italia, sia per la carenza di “vocazioni” sia per un sistema che non ha la forza e la volontà di valorizzare il merito, è scadente perfino in Serie A. Cosa aspettarsi dalla Prima categoria?
L’arbitro è apparso in totale confusione fin dai primi minuti. Se avesse arbitrato all’oratorio, il parroco stesso lo avrebbe mandato anzitempo a riposarsi e verosimilmente ne avrebbe preso il posto arbitrando di certo molto meglio.
Gli errori più evidenti tra i tantissimi meno influenti: ha convalidato agli ospiti il secondo gol segnato quasi certamente in fuorigioco (sulla respinta corta del portiere garibaldino un calciatore del Real si è trovato a tu per tu per il tapin vincente perché evidentemente davanti a tutti), ma poi ha concesso il rigore, che ha permesso alla squadra di casa di accorciare le distanze, per un tocco di mano evidentissimo ma avvenuto appena fuori area. Un tentativo altrettanto maldestro di riparare all’errore precedente, una compensazione a quel punto non richiesta e pure abbastanza inutile.
Resta comunque la speranza alimentata da una prestazione brillante, volitiva e con una disposizione in campo logica ed equilibrata. Forse da questa partita, prima ancora di giocarla, non ci si poteva aspettare molto di più; ma resta il rimpianto, dopo averla giocata, per un risultato bugiardo e profondamente ingiusto.
Raffaele Cardamone

























