
A quasi tre anni dalla suggestiva laurea condivisa con la zia Pina Cerchiaro – un traguardo che aveva dato vita al libro I solchi del tempo, dedicato ai luoghi del Reventino nel centro della Calabria, carichi di storia, arte e spiritualità – Giuseppe Antonio Bagnato, originario di Serrastretta, in provincia di Catanzaro, ha conseguito la laurea magistrale all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano.
Il giovane ricercatore ha ottenuto 110 e lode, il massimo dei riconoscimenti, coronando un percorso che unisce rigore estetico e profonda sensibilità spirituale. Un risultato – come riporta una nota pervenuta in redazione – che premia un lavoro maturo, attento e profondamente personale.
Uno studio che illumina la spiritualità dell’arte
La laurea magistrale in Visual Cultures e Pratiche Curatoriali, conseguita lo scorso 24 novembre 2025, presso il Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte, ruota attorno alla tesi: “Dan Flavin in Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa a Milano: Luce dell’anima”.

Nel suo studio, Bagnato esplora il rapporto tra luce, arte e spiritualità nell’opera di Dan Flavin (1933-1996), maestro del minimalismo, soffermandosi sulla celebre installazione Untitled (1997), realizzata site-specific all’interno della Chiesa Rossa di Milano. L’opera, considerata il testamento spirituale dell’artista, utilizza la luce fluorescente come materiale immateriale, puro e vitale.
Bagnato analizza questa installazione da una prospettiva iconografica e iconologica, evidenziando una significativa ambiguità semantica: da un lato, la tensione dell’artista – ormai alla fine della sua vita – verso uno spazio trascendente; dall’altro, l’impossibilità di rappresentare il divino con forme convenzionali, sostituite dalla luce come simbolo dell’inesprimibile.
L’opera diviene così una metafora della condizione umana, protesa verso ciò che non può essere pienamente compreso. La tesi non intende definire o negare il trascendente, ma riconoscere nell’arte un mezzo privilegiato per accedere a una dimensione interiore più alta.
La collaborazione con la Fondazione Prada
Il percorso di Bagnato non si è limitato alla ricerca accademica. Durante i suoi studi, il giovane calabrese ha infatti curato le visite guidate alla Chiesa Rossa per la prestigiosa Fondazione Prada, che ha inserito l’installazione di Dan Flavin tra le opere di maggiore interesse del panorama culturale milanese. Un incarico di rilievo che testimonia la sua competenza, la sua passione e una profonda conoscenza dell’opera e della sua dimensione spirituale.
Questa esperienza sul campo ha ulteriormente arricchito la sua tesi, permettendogli di confrontarsi con visitatori, studiosi e professionisti dell’arte contemporanea.




























