Con l’avvicinarsi della stagione calcistica 2025-2026, la Garibaldina – storica realtà dilettantistica di Soveria Mannelli, militante nel campionato di Prima Categoria – ha ufficializzato il nuovo organigramma societario. La principale novità è rappresentata dal passaggio a una co-presidenza: accanto al nome ormai consolidato di Giovanni Paola, figura centrale negli ultimi anni, compare ora quello di Pasquale Rocca, entrato in società nella scorsa stagione e distintosi per intraprendenza e dedizione.
A supporto, i vicepresidenti Francesco Bonacci e Francesco Scalise, il direttore sportivo Settimio Calabrese, il segretario Gianluigi Chiodo, il tesoriere Emilio Chiodo, la responsabile del settore giovanile Maria Francesca Pascuzzi e il social media manager Giovanni Caruso.
Si confermano i dirigenti più o meno storici: Santo Bonacci, Vincenzo Bonacci, Donatella Grandinetti, Vincenzo Mancuso, Giovanni Pignanelli, Pino Portobonacci, Marco Rubbettino, Gianluca Silipo, Angelo Sirianni e Roberto Sirianni.
E si annuncia l’ingresso di alcuni nuovi soci che vanno ad affiancarsi al resto dell’organigramma della passata stagione: ai quali si aggiungono: Giovanni Albanese, Francesco Cardamone e Antonio Ingenito; a conferma della volontà di dare continuità a un progetto che, seppur giovane nella sua configurazione attuale, ha già dato segnali di solidità.
Ed è proprio su questo asse tra esperienza e rinnovamento che la Garibaldina punta per affrontare con maggiore ambizione il nuovo campionato.

Un segnale si è voluto dare anche con il rinnovo dell’immagine societaria e con il nuovo logo che è stato realizzato da Gianluigi Chiodo e Giovanni Caruso. I due sono partiti dal classico obelisco di Garibaldi, la cui impresa caratterizza del resto la storia della città e dà anche il nome alla sua squadra, stilizzandolo ulteriormente e racchiudendolo in uno scudo che rappresenta protezione e (ricordando anche la figura anatomica dei due polmoni) voglia di dare tutto in campo, dal fischio d’inizio a quello finale di ogni partita. Alla base di tutto c’è la data di fondazione, quel 1959 che segna la nascita di una società gloriosa e conosciuta in tutta la Calabria. I colori restano ovviamente quelli giallo-rossi.
La scorsa annata ha rappresentato una svolta nella vita del club: la società ha infatti aperto le porte a una nuova generazione di dirigenti, giovani ma già capaci di muoversi con visione e responsabilità. Un gruppo coeso, animato da una passione autentica per il calcio e per la Garibaldina, che ha saputo mettersi al servizio della squadra con costanza e sacrificio, trascorrendo gran parte del tempo allo stadio “Antonio Leo” per curare ogni aspetto della gestione.
Il loro impegno ha avuto un impatto concreto: nonostante le difficoltà di una stagione complicata, la squadra è riuscita a conquistare la salvezza passando per i play-out, risultato che ha dato pieno senso agli sforzi compiuti dentro e fuori dal campo. Un traguardo che, seppur sofferto, ha rafforzato la convinzione di essere sulla strada giusta e che ora alimenta la speranza di un’annata più serena e competitiva.
Con l’obiettivo dichiarato di migliorare il piazzamento in classifica e consolidare ulteriormente la struttura societaria, la Garibaldina si prepara a vivere un’altra stagione nel solco della tradizione e dell’identità locale. Fondata nel 1959, la società è da oltre sessant’anni un simbolo di appartenenza per Soveria Mannelli: una presenza costante nella vita sportiva del paese, capace di unire generazioni e di rappresentare, per molti, il primo vero contatto con il calcio e i suoi valori.

Ma proprio per non disperdere quanto costruito finora, il futuro della Garibaldina passa anche – e soprattutto – dal sostegno della comunità. Oggi più che mai è fondamentale che cittadini, famiglie e appassionati partecipino attivamente alla vita del club, non solo come spettatori, ma come parte integrante del progetto. In un contesto dilettantistico in cui le risorse economiche e umane sono sempre più limitate, ogni gesto di supporto, ogni ora dedicata, ogni parola di incoraggiamento può fare la differenza.
Il calcio dilettantistico, infatti, vive e resiste grazie alla passione delle persone: dirigenti, tecnici, giocatori, ma anche tifosi e volontari. La Garibaldina è un bene comune, un patrimonio da preservare e valorizzare. Perché ogni stagione non è solo un nuovo campionato da giocare, ma un nuovo capitolo da scrivere insieme.
L’augurio è che la nuova stagione porti risultati sportivi più soddisfacenti, ma soprattutto che rinsaldi quel legame profondo tra squadra e territorio che ha sempre contraddistinto la storia del club. La Garibaldina è pronta a ripartire, con una nuova guida, energie rinnovate e un orizzonte di crescita. Adesso la parola passa al campo – e alla città.

























