Calabrese, originario di Conflenti, Franco Roperto, è il neo-presidente dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.


Un altro uomo del Reventino, un altro calabrese figlio di quest’area della Calabria, attribuisce onore e merito ad un intero territorio, si distingue per le capacità e le competenze professionali fuori dal luogo d’origine.
Il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno – lo si apprende da una nota dalla Regione Calabria – ha eletto il suo nuovo presidente che è il calabrese Franco Roperto, di Conflenti, docente di patologia generale veterinaria all’Università “Federico II” di Napoli.

“Sono particolarmente felice per questa nomina, avvenuta all’unanimità. Lo sono ancor di più – ha detto Franco Roperto, attualmente consulente del Ministro della Salute per la sicurezza alimentare – perché, per la prima volta, la Calabria è rappresentata istituzionalmente ai vertici di tale prestigioso Istituto”.
L’importante struttura, con sede centrale in Portici, è uno dei dieci Istituti Zooprofilattici presenti in Italia ed è un ente che opera nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, in materia di igiene, sanità pubblica e sicurezza alimentare, quale strumento tecnico-scientifico dello Stato e delle Regioni Campania e Calabria.
“Un mio particolare ringraziamento – ha detto ancora Roperto, già preside della Facoltà di Veterinaria a Napoli e direttore del Comitato Tecnico di Veterinaria a Catanzaro – va al presidente della Regione Calabria Mario Oliverio – per la fiducia che ha riposto in me, proponendomi quale presidente del Consiglio di Amministrazione. Posso, fin da subito, garantire che il CdA opererà secondo quanto previsto dalla norma vigente e saprà stimolare il direttore generale dell’Istituto, dott. Antonio Limone, a creare una sinergia scientifico-culturale che avrà come obiettivo principale quello di raggiungere quanto messo in programmazione dalle due Regioni. In tal senso ho apprezzato la dichiarazione di Limone che ha garantito di voler coinvolgere il presidente e il CdA nei progetti dell’Istituto nell’ambito di una proficua e fattiva collaborazione”.

























