Emanuela Milone, imprenditrice calabrese di Lamezia Terme, è la nuova presidente nazionale dell’associazione Florovivaisti Italiani promossa da Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) succedendo ad Aldo Alberto. L’elezione è avvenuta durante l’assemblea nazionale riunita a Roma nella giornata del 28 aprile 2026, presso l’Auditorium Giuseppe Avolio.

Una storia di famiglia e innovazione
Laureata in Scienze Agrarie, Milone rappresenta la quarta generazione di una storica famiglia di vivaisti. Con le sorelle gestisce un’azienda di circa 30 ettari che unisce coltivazione di agrumi, fruttiferi, olivi e specie ornamentali a un laboratorio di micropropagazione per piante certificate “dalla fase zero”.


Milone guiderà il settore per i prossimi quattro anni Il florovivaismo italiano conta 24mila imprese, 3 miliardi di euro di fatturato e oltre 100mila addetti specializzati.
“Accolgo questo incarico con responsabilità, consapevole del valore di un settore nell’ambito economico nazionale – ha detto Milone – che deve tradursi in un reale peso politico, a partire dall’attuazione della legge sul florovivaismo; senza un’identità giuridica chiara non possiamo fare sistema, né accedere alle risorse per innovare e competere”.
Le priorità del mandato per il periodo 2026-2030
In sintesi gli obiettivi prioritari possono essere sintetizzati nei segueti punti:
– Riconoscimento giuridico del settore e piena attuazione della legge sul florovivaismo
– Riduzione dei costi per caro-energia e materie prime
– Gestione dell’acqua: passare dall’emergenza alla pianificazione con riuso e tecnologie di precisione
– Innovazione europea: accesso alle nuove tecniche genomiche e difesa del ruolo del vaso come mezzo di produzione


“Siamo il punto di partenza di filiere fondamentali, dall’agroalimentare al verde urbano fino alla riforestazione. Senza vivaio non c’è produzione, non c’è futuro sostenibile”, è quanto ha affermato – come riporta una nota – la neo presidente.
L’assemblea si è chiusa con l’intervento del presidente di Cia, Cristiano Fini, e del sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra. Per Fini, che ha rivolto a Emanuela Milone gli auguri di buon lavoro, il florovivaismo – viene riportato in una nota – “è un patrimonio del Made in Italy e una leva decisiva per la competitività, a questo settore va garantito il massimo sostegno e una visione di lungo periodo”.






























