Camminare verso l’orizzonte, incontrare l’altro, conoscere, scoprire e tornare più ricchi di quando si era iniziato il cammino.
Un progetto educativo di gemellaggio – riporta una nota pervenuta in redazione – che ha visto coinvolti gli alunni della classe 4° del plesso di Colosimi dell’Istituto Comprensivo Bianchi – Scigliano, e la classe 4° e 5° del plesso di Santo Stefano di Rogliano e Piano Lago (CS) dell’Istituto Comprensivo Mangone Grimaldi (CS)


Questa sinergia educativa non solo valorizza le differenze culturali, ma incoraggia la creatività, il lavoro di squadra e la capacità di comunicare in modo inclusivo. Il progetto diventa così uno spazio dinamico dove apprendimento e fantasia stimola la crescita personale e collettiva degli alunni coinvolti.


Il progetto finalizzato alla conoscenza reciproca delle due realtà per sviluppare la consapevolezza della propria identità, delle proprie origini e degli aspetti di vita comuni con lo scopo di far acquisire all’alunno conoscenze per quanto è possibile approfondite della realtà in cui vive avendo come punto di riferimento il territorio di appartenenza.
In tal modo sia gli alunni che i docenti hanno vissuto un’esperienza reale, ricca di momenti significativi e divertenti che hanno arricchito il bagaglio culturale dei partecipanti. Considerando che ogni persona è testimone di storie e vissuti, si è “raccontato” attraverso scritte e orali la storia del territorio in questione, ponendo l’accento sulla storia, usi, costumi e tradizioni dei due contesti sociali. Il progetto si è sviluppato in tre fasi, attraverso le seguenti tematiche:
– Il nostro paese o quartiere;
– Uomini e storie del nostro paese/quartiere,
– Usi, costumi e tradizioni del nostro paese/quartiere.
Grazie a questo progetto gli alunni, sono “diventati” protagonisti attivi perchè oltre agli scambi epistolari e telematici, lavoro individuale e di gruppo, hanno coinvolto e collaborato con nonni, genitori, e alcuni anziani custodi della memoria storica del proprio paese, raccogliendo tradizioni e storie che altrimenti rischierebbero di perdersi. Grazie a questo confronto diretto, la storia locale ha preso voce e vita in aula.


La metodologia basata sul metodo della ricerca-azione, partendo dall’indagine e dall’esplorazione all’attività di rielaborazione nella quale l’alunno non è un passivo fruitore di contenuti, ma si misura nelle vesti di ricercatore e di produttore, scoprendo il gusto di fare da sé.
L’uso del computer, della LIM, cartelloni e materiale di facile consumo,l’uso di internet e della posta elettronica, per lo scambio di corrispondenza tra le classi delle due scuole, le ricerche hanno permesso la realizzazione di un libro. Ogni capitolo è dedicato alla storia del territorio, alle tradizioni, agli usi e costumi,e alle curiosità del proprio paese.
L’esperienza ha permesso loro di comprendere quanto sia complesso e stimolante essere autori, dalla progettazione iniziale del contenuto alla redazione finale, fino alla condivisione con le famiglie e il personale scolastico.
In tal senso, il libro diventa strumento educativo, ponte tra ricerca e narrazione, offrendo ai ragazzi l’opportunità di vivere concretamente il ruolo dello scrittore, sviluppando competenze linguistiche, critiche, comunicative, interculturali, digitali e collaborative.
Il risultato finale non è solo un testo, ma la manifestazione tangibile del percorso diapprendimento e della collaborazione tra i partecipanti del progetto. Il libro stampato in copie cartacee , è corredato da alcune immagini a colori che illustrano alcuni luoghi descritti. Agli alunni è stata consegnato un’attestato di merito che certifica e valorizza le qualità: “per l’impegno, la curiosità e l’accuratezza dimostrati, attraverso una ricerca autentica sul proprio territorio, gli usi e i costumi locali. Con il tuo lavoro hai valorizzato le tue radici e costruito un ponte di conoscenza e amicizia tra le nostre comunità scolastiche”.






























