di Giovanni Paola * –


L’apertura verso questo tipo di ospitalità, non solo rende nobile l’attività amministrativa locale, perché l’arricchisce di umana sensibilità verso la solidarietà internazionale, ma asseconda anche la cultura dell’accoglienza che, per la comunità di Conflenti, è una vera e propria tradizione che sfocia nell’eccellenza.
In passato, infatti, in più circostanze i conflentesi hanno dato sfoggio dei loro sentimenti di solidarietà, dando una calorosa accoglienza, integrazione e ristoro logistico alle popolazioni in fuga dalle loro terre di origine per difficoltà economiche, conflittualità politiche ed altro ancora.
In quest’ultimo caso la comunità conflentese non si tirò indietro e senza indugio ospitò sempre i ragazzi dell’Ucraina, vittime in quella circostanza degli inquinamenti ambientali, causati dalle dispersioni nucleari.


In occasione di un’importante intossicazione, i due genitori sono stati costretti, per una lunghissima ospedalizzazione di molti mesi, a lasciare privi dell’affetto genitoriale i due figliuoli (uno di pochi mesi, l’altro di pochi anni).


L’impresa è stata quella di assicurare sempre una presenza gradita ai bambini, direttamente al loro domicilio per evitare che questi ultimi subissero il trauma del sistematico abbandono di abitudini domestiche.




La collaborazione con il Rettore della Basilica della “Madonna della Quercia”, Madonna della Quercia, è un altro elemento determinante per l’esperienza organizzativa che ha sempre caratterizzato con successo l’impegno nel sociale del suo ministero pastorale.
Credo che il progetto di accoglienza che sta mettendo in atto la comunità di Conflenti, sia autenticamente idoneo per offrire il miglior conforto alla popolazione ucraina le cui drammatiche vicissitudini stanno emozionando il mondo intero.
* Giovanni PAOLA
già sindaco di Conflenti




























