
Una nuova tournée chiusa in Calabria, dove il cantautore del Wisconsin ha fatto sfoggio di un songwriting estremamente raffinato quanto coinvolgente, grazie anche al brillante sodalizio con Brooks Milgate, straordinario pianista di Boston rivelatosi lo sparring partner ideale per condurre quello stile tendenzialmente intimo verso lidi decisamente blues e rock’n’roll. Ne è chiaro esempio il live sold out allo Stage di Martirano Lombardo, prima tappa calabrese divenuta prestigiosa vetrina anche per la musica locale, promossa attraverso tre opening act piuttosto abituati, nel complesso, a calcare palcoscenici di un certo livello.
È il caso di Chiara Vescio, diciannovenne lametina che può già vantare aperture di assoluto rilievo per gente come The Kolors, Shade, Bianca Atzei e Luigi Strangis, davanti a migliaia di persone. La giovane cantante ha eseguito due inediti dal taglio tipicamente pop, “Sola” e “Mare Che”, confermando, oltre a doti vocali non indifferenti, anche un’ottima presenza scenica. It pop ancora protagonista nel set di Oras, progetto del cantautore Orazio Manfredi, da San Mango D’Aquino, già vincitore del premio per il miglior inedito al concorso “Chi Fermerà La Musica” con “Molecole”, eseguita assieme a “Fragile”. Anche per Oras, un curriculum di tutto rispetto culminato nell’apertura a Eman a Catanzaro e nella finale al Premio Mia Martini, senza dimenticare l’esperienza televisiva a “Mezzogiorno In Famiglia” su RaiDue.
Un’alchimia coltivata negli anni e culminata nei Coyote Brothers, progetto di Williams con John Hardin impreziosito dalla presenza del tastierista del Massachusets, principale artefice delle scorribande di “Get The Livin’ Done” ma anche abile cantante solista per la sua “Pale Imitation”, scritta a quattro mano con l’amico Craig Rawding. In chiusura, due cover d’eccezione: “White Freight Liner Blues” di Townes Van Zandt e un’emozionante “Long Way Home”, solo piano e voce, di Tom Waits, omaggi che certificano il background trasversale di uno dei più interessanti cantautori della sua generazione: dai grandi songwriter degli anni ’70 (Bruce Springsteen, Bob Seger e Van Morrison) al soul di matrice Stax, passando per l’alt-country di Ryan Adams, di cui Williams si conferma degno erede.Piuttosto soddisfatto, al termine della serata, il direttore artistico dello Stage, Vittorio Lanzo: “Quella con Hayward Williams – dichiara – è stata per noi la prima data con un artista internazionale e, considerando l’enorme successo, con un sold out pressoché immediato, spero sia soltanto la prima di una lunga serie. Tra l’altro, siamo estremamente contenti perché il riscontro è stato più che positivo non solo per quanto riguarda lo show del cantautore americano, accompagnato da un tastierista straordinario come Brooks Milgate, ma anche per i giovani artisti che hanno fatto da opening act. Il nostro obiettivo è anche quello di promuovere i talenti locali e – conclude Lanzo – il live di Hayward Williams si è rivelato il palcoscenico ideale per dare il giusto risalto alla musica di qualità in Calabria”.


























