

Così il Presidente del Consiglio regionale, Tallini. “La diffida, infatti, – prosegue – non avrebbe alcun fondamento giuridico in quanto lederebbe le attribuzioni costituzionali riconosciute ai Consigli regionali. Detto in altre parole – spiega il presidente Tallini – l’elezione dei presidenti e dei vicepresidenti delle Commissioni è un atto pienamente legittimo in quanto non è un atto amministrativo, bensì una decisione strettamente collegata alla potestà di auto organizzazione del Consiglio”.
“Inoltre- prosegue la nota – i dirigenti ci ricordano l’esigenza di tutelare la funzione legislativa regionale che il Consiglio deve potere esercitare in piena autonomia politica, senza che organi ad esso estranei, possano vincolarla né incidere sull’efficacia degli atti che ne sono espressione”.
“L’elezione dei presidenti e dei vicepresidenti delle Commissioni è pertanto – ribadisce Tallini – un atto organizzativo interno di un organo a competenza legislativa. Lo stesso Segretariato Generale ha individuato nel Presidente del Consiglio regionale, garante delle prerogative e delle garanzie dell’esercizio dei diritti dei consiglieri regionali, il soggetto istituzionale competente a decidere sulla diffida-ricorso e a ricercare la risoluzione del contenzioso. Non intendo sottrarmi a questa responsabilità – sottolinea con forza il presidente -, anche perché sono sinceramente preoccupato per il vulnus democratico creatosi con la non partecipazione al voto delle minoranze e per la situazione di stallo nell’attività dell’Assemblea regionale”.

Tallini, ha poi chiarito in serata ai giornalisti che chiedevano maggiori delucidazioni sulla questione, che “Ho deciso di accogliere la diffida-ricorso presentata dai Consiglieri regionali di opposizione, non perché ne riconosca la fondatezza, come del resto si evince dal parere degli Uffici del Consiglio, ma per superare questa impasse, ripristinare la fisiologica dialettica politica maggioranza-opposizione, mettendo rapidamente – ha concluso il presidente del Consiglio – le Commissioni nelle condizioni di operare nell’interesse preminente della Calabria”.





























