Ci sono partite di calcio in cui i tre punti passano in secondo piano, contano poco: la priorità è invece esprimere ciò che detta il cuore che batte anche quando sta male. L’US Cerva, terza categoria girone D, una partita così surreale l’ha disputata ieri, sabato 8 novembre 2025, a Simeri Crichi contro il Catanzaro Lido.

L’istantanea di calciatori e dirigenti fugge ogni dubbio: non è un bel momento per la comunità cervese. Sguardi vuoti e tristi, singhiozzi e occhi inumiditi dalle lacrime: i giocatori cervesi non avevano pensieri ieri se non per Adolfo Elia. È stato presidente dell’US Cerva. Ne ha viste di partite, Adolfo, ma ora ne sta giocando una per la vita ricoverato com’è all’ospedale Pugliese di Catanzaro dove è arrivato, martedì scorso, in gravi condizioni in seguito a un violento incidente sulla 106 in territorio crichese: lui era con la sua adorata moto che ha impattato su un fuoristrada. Non ha più una gamba, Adolfo, ed è stato operato per la ricostruzione del femore. Non sta bene, ma non molla, Adolfo Elia. I calcatori cervesi, rappresentati dal presidente Umberto Masciari e dall’allenatore Francesco Elia, sono scesi in campo solo per lui e l’hanno fatto con magliette bianche su cui hanno fatto scrivere due eloquenti parole: forza Adolfo. Un auspicio, una speranza, una preghiera: quando il calcio esprime etica, l’amore vince anche sulla sofferenza e le malattie. Adolfo non è solo.



























