L’accusa era pesantissima e in poche ore ha fatto il giro del web: una signora di Milano ha denunciato, con tanto di foto, l’esistenza di gabbie per catturare cani randagi nel centro abitato di Belcastro. Non solo: sotto la lente dei riflettori anche una presunta ordinanza comunale per soppressione e tortura dei quattro zampe.
Animalisti subito sul piede di guerra, ma gettare acqua sul fuoco è l’Amministrazione comunale belcastrese, primo cittadino Antonio Torchia. Non solo si smentisce la notizia come “Fake news ascrivibile a colpi di sole”, ma si querela autrice del post denuncia per l’immagine di Belcastro e per un’informazione del tutto inventata e priva di riscontri reali.
Si legge nella virulenta confutazione:
“Il Comune di Belcastro smentisce categoricamente le false e diffamatorie informazioni che stanno circolando nelle ultime ore sui social network riguardo a una presunta ordinanza comunale per la soppressione o la tortura di cani randagi, nonché al posizionamento di gabbie di cattura o esche sul territorio.”
Si tratta di accuse del tutto inventate e orchestrate ad arte per denigrare l’immagine del nostro splendido “Borgo delle Favole”. A dimostrazione della falsità di tali affermazioni, la foto diffusa online mostra una gabbia vuota, priva di esche, con un cane che cammina nella direzione opposta: un evidente fotomontaggio geometrico e logico.
L’Amministrazione Comunale precisa quanto segue:
La Polizia Locale e il personale comunale hanno già perlustrato l’intero territorio. Non sono stati rinvenuti alcuna gabbia, nessuna esca e nessun animale deceduto. Belcastro accoglie ogni giorno circa 300 turisti che possono testimoniare la bellezza, la quiete e il rispetto che il nostro borgo riserva a ogni forma di vita. Questo Comune opera nel pieno e rigoroso rispetto della Legge 281/1991 e delle normative a tutela degli animali, ripudiando qualsiasi metodo coercitivo o barbaro. Non permetteremo a nessuno di infangare il nome e l’onore di Belcastro con falsità nate probabilmente da colpi di sole estivi”.
L’Ente comunale ha già provveduto a sporgere formale denuncia-querela presso le autorità competenti nei confronti del profilo autore dei post, residente a Milano, per diffamazione aggravata e procurato allarme.































