

Il vento che risale dallo Ionio attraverso la Valle del Corace accarezza Gimigliano e la sua Piazza Aldo Moro dove è stato montato il palco, pronto ad accogliere uno dei più grandi cantautori italiani, Eugenio Finardi.

La serata è fresca, ma con quell’aria tipica che annuncia l’arrivo dell’estate e quando tra gli appalusi scroscianti del pubblico, accorso numeroso (più di 3000 ndr), il cantautore milanese sale per iniziare la sua performance, i capelli bianchi raccolti in un codino si spettinano e volano le prime note della roboante “La forza dell’amore”, uno dei capolavori di Finardi.

Si canta e ci si emoziona con il frontman, fresco di pubblicazione di un ultimo capolavoro di inediti dal titolo emblematico: “Tutto”, che celebra i suoi 50 lunghissimi e intensissimi anni di carriera. Proprio domenica 8 giugno il concerto tenuto in occasione della Festa della Madonna di Porto, ha aperto il tour che ripercorre le tappe musicali più significative del cantante dal 1975 al 2025 e anche la ormai storica rassegna musicale calabrese curata dal promoter Ruggero Pegna «Fatti di Musica».
Il centro storico del paese, ha salutato una serata d’altri tempi voluta fortemente dal sindaco, Laura Moschella e dalla sua amministrazione che ha voluto regalare alla gente un evento da ricordare.

Con la band ufficiale che lo seguirà in tutte le tappe della stagione estiva, composta da Giovanni “Giuvazza” Maggiore alle chitarre, con cui ha realizzato l’intero nuovo album, Claudio Arfinengo alla batteria e Maximilian Agostini alle tastiere scivolano via i grandi classici come: Extraterrestre, Dolce Italia, La Radio, Musica Ribelle e le Ragazze di Osaka e gli inediti tratti dal nuovo album Tutto, uscito nel maggio scorso, tra cui le bellissime: Tanto tempo fa, La battaglia, I venti della luna, La facoltà dello stupore.
Amore, impegno sociale, temi ambientali, domande e risposte tra passato presente e un futuro incerto, ancora da scrivere. Filosofia, arte, un pensiero ai grandi della musica: da Battisti e Mogol a De André, passando per il soffio nel vento di Bob Dylan. Tutto questo è Eugenio Finardi che non ama la neve e la noia di Boston, ma ama, eccome, la Calabria che “Quest’anno – dice – sembra più verde che mai e dove ho sempre sentito l’immenso calore della gente che, anche stasera qui a Gimigliano, non ha tradito la sua natura e mi ha, ci ha regalato momenti molto intensi”.

Alla fine del concerto, quando lo abbiamo intervistato come testimoniato nel video allegato all’articolo, Eugenio Finardi aveva appena salutato decine e decine di persone pronte, non solo a scattare un selfie o farsi autografare un disco o un block note o qualsiasi cosa, – come una giovanissima fan che, tenendo stretto il suo vinile dell’album “La forza dell’amore”, discuteva con la madre in un emozionante incontro di generazioni -, ma anche a rivelargli di come una sua parola detta o una sua canzone, li avesse toccati nel corso della vita e li avesse magari aiutati in un momento di difficoltà. Sicuramente e ce lo ha detto senza vergogna o filtri, “Quando si arriva ad una certa età il pensiero vola lontano, ai figli, ai nipoti, a quello che si è lasciato ed è una grande responsabilità aver messo a fuoco un sentire comune in tante persone di cui senti l’amore e per le quali devi sempre metterti a lottare”.

























