Domenica 30 agosto 2026, giornata conclusiva della Sagra della Patata a Bocca di Piazza, frazione montana di Parenti. Quattro giorni di festa, dal 27 al 30 agosto, che hanno riportato nel cuore della Sila migliaia di visitatori, confermando la manifestazione come uno degli appuntamenti più attesi dell’estate dell’Altopiano.
Giunta alla sua 44ª edizione, la Sagra della Patata rappresenta ormai una tradizione consolidata. Un appuntamento che, anno dopo anno, celebra uno dei prodotti simbolo dell’agricoltura silana: la Patata della Sila IGP, coltivata sull’Altopiano e riconosciuta per le sue caratteristiche di qualità. La manifestazione, nata attorno alla valorizzazione del prodotto agricolo, nel tempo è riuscita a trasformarsi in qualcosa di più ampio, diventando occasione di incontro, promozione del territorio e confronto sulle prospettive future dell’economia delle aree interne.


Tra i momenti centrali di questa edizione, il seminario “La filiera agroalimentare in Sila – Risorse e prospettive future”, svoltosi venerdì 28 agosto, ha rappresentato un importante momento di riflessione sul futuro dell’agricoltura silana. Durante l’incontro è emerso come l’agricoltura delle aree interne non possa più essere considerata esclusivamente come attività legata alla produzione di materie prime. Il futuro passa necessariamente dalla costruzione di una filiera capace di collegare coltivazione, trasformazione, commercializzazione, innovazione tecnologica, formazione e tutela ambientale.
Un modello nel quale la tecnologia può assumere un ruolo sempre più importante. Agricoltura di precisione, sensoristica, droni, sistemi digitali di monitoraggio, tracciabilità, trasformazione alimentare e marketing richiedono competenze specifiche, ormai indispensabili per rendere competitive le imprese del comparto e valorizzare realmente le produzioni locali.
Ed è proprio la formazione uno degli elementi sui quali si gioca una parte importante del futuro. Creare professionalità specializzate e opportunità lavorative legate alle risorse del territorio potrebbe offrire ai giovani una possibilità concreta di costruire il proprio futuro senza essere costretti a lasciare la Calabria. Una necessità che, se adeguatamente sostenuta, può trasformarsi in una vera risorsa per contrastare lo spopolamento delle aree interne.
Una festa che va oltre la gastronomia
Oggi, nella giornata conclusiva, Bocca di Piazza è tornata ad animarsi con visitatori provenienti soprattutto dalle province di Cosenza, Catanzaro e Crotone, confermando la particolare posizione della località come uno dei crocevia più importanti dell’Altopiano silano.
Dalle prime ore della giornata gli stand hanno accolto i visitatori, mentre la grande fiera ha animato l’area più nota della manifestazione. Non sono mancati i prodotti gastronomici, le bancarelle e le esposizioni dedicate al mondo agricolo, con particolare attenzione ai trattori e alle moderne attrezzature utilizzate nel settore.
Alle 14.00, il programma della giornata ha previsto il concerto della Damone Cover Band, momento musicale che ha accompagnato la parte finale della manifestazione; sono rimasti attivi solo gli stand gastronomici e quelli della tradizionale fiera fino a tarda sera.


Ma la Sagra della Patata è anche un appuntamento sociale. Tra gli stand e le bancarelle non è difficile incontrare persone provenienti da località anche molto lontane, riconoscere accenti e dialetti diversi del territorio calabrese, ritrovare vecchie conoscenze o, semplicemente, fare nuove amicizie.
È forse proprio questo uno degli aspetti meno visibili, ma più importanti, di manifestazioni come quella di Bocca di Piazza: la capacità di riportare per qualche giorno al centro della vita collettiva una piccola comunità montana e di trasformarla in un punto d’incontro per un territorio molto più vasto.
La Sagra, infatti, continua a conservare il suo carattere popolare, quello delle degustazioni e dei prodotti preparati secondo la tradizione, ma nel corso degli anni ha saputo ampliare il proprio significato. Quattro giorni di festa, musica, tradizione, spettacolo, divertimento e sapori, dunque, per un appuntamento ormai fisso di fine estate che è andato ben oltre l’evento gastronomico delle origini.


La patata, legata da sempre all’economia agricola di Parenti e del suo territorio montano, diventa così il punto di partenza per raccontare una comunità, le sue tradizioni e, soprattutto, le possibilità di un territorio che cerca nuove strade per il proprio futuro.
Dalla terra alla tavola, quindi, ma anche dalla tradizione all’innovazione. La 44ª Sagra della Patata di Bocca di Piazza chiude l’edizione 2026 lasciando sul tavolo non soltanto il gusto di una festa riuscita, ma anche una domanda sul futuro della Sila e sulle possibilità concrete di trasformare le sue risorse in lavoro, sviluppo e nuove opportunità per le generazioni che verranno.




























