La scuola non è solo luogo di nozioni, ma anche un cantiere di cittadinanza attiva e di consapevolezza in cui si abbattono muri e si costruiscono ponti.
Ne sanno qualcosa gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado che oggi, giovedì 5 novembre 2026, hanno discusso in classe di un tema spesso sinonimo di tabù: la salute mentale. Nel plesso di via Arenacchio, i discenti petronesi, su proposta e iniziativa dei professori di matematica e scienze Matteo Bolotta e Alfio Pappalardo, hanno incontrato le educatrici Roberta Elia e Simona Catizone.
Tutt’ e due le preparate relatrici sanno cos’è il disagio mentale e non per sentito dire, operando nella struttura di assistenza psichiatrica SalusMentis della frazione Petrizia di Sellia Marina.
Hanno detto durante l’incontro durato più di un’ora:
“In un’età complessa come la preadolescenza e adolescenza parlare di disagio a scuola è una necessità. Siamo abituati a curare il corpo, ma non la mente. Salute mentale è come stiamo dentro, ciò che pensiamo, ciò che proviamo e come stiamo con gli altri. Come il corpo anche la mente ha bisogno di cure. Occuparsi di questi temi è invece importantissimo per valorizzare il dialogo, per sviluppare empatia e prevenire forme di esclusione. La sofferenza non va celata, ma attraversata”.
Le life skills sono abilità di tipo emotivo, cognitivo e relazionale che permettono agli individui di affrontare efficacemente le sfide, le pressioni e le richieste della vita quotidiana: tematiche che non vengono trascurate nella comunità educante rappresentata dalla dirigente scolastica prof.Ssa Maria Brutto.



























