Il salone del Santuario della Madonna di Fatima a Soveria Mannelli ospita l’incontro “San Michele è il patrono dei famosi? Devozione dei cattolici e mafia. Il perché di un grande inganno”, con la partecipazione di Enzo Ciconte, tra i massimi esperti italiani di criminalità organizzata. L’iniziativa, promossa dall’arcipretura di Soveria Mannelli – come riporta una nota pervenuta in redazione – in collaborazione con la casa editrice Rubbettino, rientra nelle celebrazioni dedicate a San Michele Arcangelo.
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Originario di Soriano Calabro, docente di Storia delle mafie italiane all’Università di Pavia e già consulente della Commissione parlamentare antimafia, Enzo Ciconte ha contribuito in modo decisivo alla conoscenza delle mafie italiane. A partire da ’Ndrangheta dall’Unità a oggi, primo studio storico complessivo sulla criminalità calabrese, ha firmato numerosi volumi di riferimento. Con Rubbettino ha pubblicato titoli fondamentali come Storia criminale. La resistibile ascesa di Mafia, ’Ndrangheta e Camorra dall’Ottocento ai giorni nostri, ‘Ndrangheta, ‘Ndrangheta padana, Politici e malandrini, Riti criminali e molti altri.
Le sue ricerche dimostrano come la ’ndrangheta sia riuscita a coniugare arcaico e moderno, mantenendo in vita rituali ottocenteschi perfino nelle capitali europee. Dai giuramenti di Duisburg, con i santini rinvenuti nelle tasche degli assassinati, alle affiliazioni filmate in Lombardia, emerge una mafia che continua a usare simboli religiosi per rinsaldare appartenenza e disciplina interna.
È su questo inganno – il travestimento della fede come strumento di potere – che Ciconte invita a riflettere, in un tempo in cui la devozione a San Michele Arcangelo si rinnova con forza nella comunità. L’appuntamento di Soveria Mannelli sarà dunque un’occasione preziosa non solo per smontare i falsi miti della cultura mafiosa, ma anche per riscoprire il senso autentico di una fede che nulla ha a che vedere con l’onorata società.



























