E’ questo il titolo dell’iniziativa promossa dal Centro Studi Politico Sociali Don Francesco Caporale, in collaborazione con la Fondazione FIDAPA Onlus e l’associazione BASTA VITTIME SULLA SS 106!; iniziativa a cui hanno aderito anche Il CENTRO CALABRESE DI SOLIDARIETÀ, MONDO ROSA, la FIDAPA BPW ITALY – Distretto SUD OVEST, la RETE ASSOCIATIVA ENTE DEL TERZO SETTORE (ANAS) con la sede di Crotone e la ET SYSSITIA SYMPOSIUM di Torano Castello.
Nella giornata dell’8 marzo 2021 al guardrail lungo tutta la SS106, la strada maledetta, saranno legati 93 palloncini rossi per commemorare – si legge in una nota stampa pervenuta in redazione che di seguito pubblichiamo – tutte le vittime, ma in particolare le 93 donne morte su quella strada dal 2013 ad oggi.

Un numero impressionante di uomini e donne perdono la vita sulla “strada della morte”: 93 donne in soli otto anni, una media di oltre dieci donne all’anno, è un numero così alto da non poter passare inosservato, ancor meno sottaciuto ed ignorato dalle istituzioni.
Il Centro Studi Don Francesco Caporale ha voluto porre l’attenzione su quanto sia assurdo che, mentre la Donna sugli scenari nazionali ed internazionali, oggi persegue grandi obiettivi per l’emancipazione femminile e sulle grandi tematiche dell’uguaglianza di genere, in Calabria deve ancora combattere per ottenere il riconoscimento di un diritto elementare, quale il diritto alla sicurezza stradale; risulta fuori tempo e fuori da ogni logica razionale che in Calabria debbano essere portate avanti ancora battaglie su questo tema, assolutamente inimmaginabili altrove, salvo forse nelle aree sud sahariane, entro un’analisi trasnazionale.
L’iniziativa, inoltre, intende porre l’attenzione sulle vittime della SS106 perché considera l’indifferenza istituzionale un atto di vera e propria violenza contro le donne. Per la donna sappiamo tutti che la vita è un correre continuo, alla ricerca della conciliazione tra i tempi di lavoro e i tempi di famiglia; al sud, dove ancora molte sono le responsabilità familiari che ricadono solo sulla donna, la viabilità diventa strumento necessario ed indispensabile nel suo dividersi tra lavoro, figli e spesso anche anziani che magari risiedono in un posto diverso dal suo.
Doversi muovere sulla Strada Statale 106 aggiunge, alla vita di una donna calabrese, non solo dispendio del suo prezioso tempo, ma anche il timore per la propria incolumità e ancora più spesso dei propri figli che si spostano con lei per motivi diversi. La violenza che la donna calabrese subisce dalle istituzioni è la loro indifferenza quando, ignorando il suo diritto ad una viabilità sicura, aggiungono ulteriori difficoltà al suo conciliare i tempi di lavoro con i tempi familiari, conciliazione a cui la donna calabrese tende al pari delle donne di tutto il resto del Paese, dove la viabilità non è più un problema da decenni, ormai.
Una ingiustizia sociale, certamente nei confronti di tutti i calabresi, è il non intervento delle istituzioni su una situazione non più tollerabile , sia dagli uomini che dalle donne; ma nel giorno dedicato alla donna, il Centro Studi Don Francesco Caporale, assieme a tutto l’associazionismo che ha condiviso in pieno l’iniziativa e le motivazioni ad essa sottese, ha scelto di commemorare con un palloncino rosso le 93 donne che sulla SS 106 hanno perso la loro vita, a causa dell’incuria e dell’indifferenza istituzionale, incapace di proposte e di interventi validi a tutela della sicurezza stradale di tutti i cittadini calabresi, soprattutto delle donne.





























