Il calcio, come la vita, ti fa vivere dei momenti indimenticabili, ti regala delle emozioni inimmaginabili, ti offre degli spunti che rimangono impressi nel profondo del tuo cuore.
La partenza per la trasferta domenicale è fissata alle ore 11.30 dal campo sportivo “Antonio Leo” di Soveria Mannelli. I ragazzi arrivano puntuali, qualche sorriso, una pacca sulle spalle, un paio di battute sul ritorno dell’ora solare e via nelle macchine alla volta di Sant’Eufemia dove la Garibaldina affronta l’Atletico Maida per un importante scontro salvezza.
Il pranzo insieme diventa così uno dei momenti clou dell’intera giornata. A tavola i ragazzi cominciano a concentrarsi, vietato usare gli smartphone, ancora qualche piccolo sorriso e poi, intorno alle 14.30, si parte per lo stadio “R. Riga”. La partita tra A. Maida e Garibaldina sarà, ne siamo convinti, un punto di svolta per l’intero campionato, in quanto dopo il lungo viaggio affrontato, la barca sta cercando di ritornare in porto senza subire ulteriori danni.
Il fresco pomeriggio lametino è proseguito negli spogliatoi con il discorso, puntuale, commuovente, intenso, di mister Davide Visciglia che, oltre alle indicazioni tecniche e tattiche, ha sottolineato l’importanza di essere all’interno di un gruppo che, col passare dei mesi, è diventato una vera e propria famiglia. Le parole, precise e profonde, cercano di entrare nella testa dei calciatori, provano a scaldare i loro animi e il loro cuore.
I momenti prima della gara sono quelli più importanti, durante i quali i ragazzi cominciano a meditare, cercando di focalizzare l’obiettivo minimo: la vittoria. I calzettoni tirati su, i pantaloncini, la maglietta col numero sulle spalle che più ti rappresenta, il rito scaramantico, il suono dei tacchetti che rimbomba nell’atrio dello spogliatoio e poi l’ingresso sul terreno di gioco. La tribuna è divisa a metà, una cinquantina di tifosi garibaldini e altrettanti tifosi maidesi.
La gara, nonostante l’Atletico Maida sia salvo matematicamente, è dura, maschia e carica di tensione. Sblocca Salvatore Nanci che ribatte in rete la sfera dopo una respinta corta dell’estremo difensore maidese; allo scadere della prima frazione di gioco raddoppia capitan Toscano sempre di più leader della compagine soveritana. Nella ripresa è il numero 10 Tony Natalino, su calcio di rigore, a chiudere le danze e la partita. Inutile, nel finale, la rete della bandiera dei padroni di casa. Ora la salvezza diretta non è più un’utopia, non più un miraggio lontano, non più un sogno inarrivabile, ma una concreta possibilità.
Bisognerà vincere altre due partite per evitare la difficile lotteria dei play-out; domenica arriverà il San Fili di Stranges, obbligatorio vincere e inserire un ulteriore piccolo tassello, un altro minuscolo ma importante mattoncino alla classifica giallorossa.



























