Feroleto Antico – Una vera e propria marea di fedeli ha raggiunto ieri sera il Santuario della Madonna di Dipodi, a Feroleto Antico, per uno dei momenti più sentiti dei solenni festeggiamenti in onore della Vergine. Una moltitudine di persone, provenienti da diversi centri del territorio, hanno partecipato alla Santa Messa solenne della vigilia, presieduta da S.E. Mons. Serafino Parisi, Vescovo di Lamezia Terme.
La festa della Madonna di Dipodi si inserisce, come ogni anno, nel calendario delle celebrazioni legate alla Solennità dell’Assunta del 15 agosto. La novena e i festeggiamenti si sviluppano dal 6 al 18 agosto, richiamando al Santuario un numero considerevole di pellegrini. Molti di loro raggiungono Dipodi a piedi, affrontando anche diversi chilometri di cammino, ripetendo una tradizione di fede e devozione popolare che si tramanda da generazioni.
Il Santuario, posto su una piccola collina a pochi chilometri da Lamezia Terme, domina la vallata circostante ed è immerso in un panorama naturale particolarmente suggestivo. La sua posizione, unita alla storia secolare del luogo e alla devozione verso la Madonna di Dipodi, ne ha fatto nei secoli una delle mete religiose più importanti del territorio Lametino.
La celebrazione di ieri sera ha rappresentato uno dei momenti centrali dei festeggiamenti. Già nelle ore precedenti l’arrivo dei fedeli aveva fatto registrare una notevole affluenza, nonostante le temperature particolarmente elevate, un caldo afoso ben al di sopra di quello che normalmente si associa alle ore serali di agosto.
Alle 20:45, come da programma, la celebrazione è stata introdotta dallo spettacolo di fontane pirotecniche, offerto da una ditta pirotecnica locale, mentre alle 21:00 ha avuto inizio la Santa Messa presieduta da Mons. Serafino Parisi.


L’organizzazione dell’evento, insieme al Rettore don Pino Pezzo, hanno predisposto un efficiente servizio di assistenza e sicurezza, con la presenza di personale sanitario volontario, ambulanze e forze dell’ordine, garantendo così le necessarie condizioni di sicurezza per i numerosi fedeli presenti.
L’inizio della celebrazione è stato caratterizzato anche da un piccolo inconveniente tecnico, causato da un problema a una presa elettrica, ossidata, posizionata all’esterno del Santuario. Un contrattempo di poco conto che non ha comunque compromesso lo svolgimento della funzione.
Nell’omelia, Mons. Parisi ha incentrato la propria riflessione sul mistero dell’Assunzione di Maria, sviluppando il tema della fede e del rapporto tra la Madre di Cristo e il mistero della salvezza. La riflessione ha preso spunto dalla Parola di Dio, con particolare riferimento al Vangelo secondo Luca e alla Prima lettera di San Paolo ai Corinzi.
Ad animare la celebrazione è stato, come già avvenuto negli anni precedenti, il coro “Maria, Madre dell’Eucarestia”, diretto dal maestro Sara Saladino. Coro che anima abitualmente importanti momenti di preghiera e celebrazioni liturgiche solenni del Santuario e per l’occasione impreziosito dalla presenza del giovanissimo Andrea Bellezza.
Quella di Dipodi non è soltanto una festa religiosa particolarmente partecipata, ma affonda le proprie radici in una storia antichissima, intrecciata tra documenti, tradizioni e devozione popolare.


Sull’origine del Santuario non esiste infatti una certezza assoluta. Secondo una vecchia cronaca greca, la chiesa sarebbe stata fatta costruire dall’imperatore Costantino e da Papa Silvestro intorno al 314 d.C.. L’ipotesi storica maggiormente accreditata colloca invece la costruzione del Santuario intorno all’anno 1020, in un periodo segnato dalle incursioni saracene. La tradizione religiosa racconta che, durante le incursioni saracene, la Vergine sarebbe apparsa ai cristiani, favorendone la vittoria sugli invasori. Proprio in segno di ringraziamento sarebbe stata edificata la chiesa.
Un’altra tradizione lega invece l’origine del Santuario alla visione avuta in sogno da una suora del luogo. La Madonna le avrebbe indicato una cona, un’antica edicola votiva situata lungo la strada, invitandola a far scavare nelle sue vicinanze. I lebbrosi che seguirono le indicazioni avrebbero trovato una sorgente ritenuta miracolosa e, successivamente, alcuni ruderi e un’immagine della Vergine. Secondo la tradizione, quando si decise di edificare la chiesa, le pietre predisposte per la costruzione sarebbero state misteriosamente ritrovate, per più volte, sulla vicina collina dove oggi sorge il Santuario. Un episodio interpretato dalla popolazione come un segno della volontà della Madonna di scegliere proprio quel luogo come sua dimora.
Tra gli episodi storici più importanti legati a Dipodi vi è la visita di Papa Callisto II, avvenuta nel dicembre del 1121. Il pontefice, dopo essere stato a Nicastro, era diretto verso Mileto e durante il viaggio fece tappa al Santuario di Dipodi, dove si sarebbe fermato per alcuni giorni concedendo numerose indulgenze.
Nell’abside della chiesa è conservato un dipinto che raffigura la Vergine con il Bambino e, ai suoi lati, Ruggero il Normanno, Papa Callisto II ed Enrico, vescovo pro tempore di Nicastro. L’opera, risalente alla metà del Seicento, è stata oggetto di restauri nel corso del tempo, tra cui quello del 1957-1958 e un successivo intervento nel 2013.


Un’altra opera custodita nel Santuario vi è inoltre la statua lignea della Madonna di Dipodi, risalente al 1854.
Nel corso dei secoli il Santuario è stato sottoposto a diversi interventi di recupero e restauro. L’ultimo importante intervento risale al 2012, quando la struttura venne nuovamente restaurata e riportata all’antico splendore.
Ancora oggi Dipodi continua a rappresentare un punto di riferimento per migliaia di fedeli. La devozione alla Madonna non si manifesta soltanto durante i giorni della festa, ma accompagna tutto l’anno la vita del Santuario.
E proprio in questi giorni, ancora una volta, la piccola chiesa sulla collina si è trasformata in un grande luogo di incontro e preghiera, uomini, donne, anziani, giovani e famiglie arrivati da molti centri della Calabria, alcuni dopo aver percorso a piedi lunghi tratti di strada, hanno rinnovato una tradizione che attraversa i secoli. Una devozione popolare che, nonostante il caldo, la fatica e il passare del tempo, continua a portare a Dipodi una marea di fedeli, confermando il forte legame tra il Santuario, la Madonna e le comunità del territorio.






























