La famiglia Scaglione fu un’antica famiglia di Soveria Mannelli, oggi estinta, che costruì due palazzi, uno con quattro torri e relativi belvederi in piazza Marconi e l’altro nella frazione San Tommaso in via Falbarelli.


Quest’ultimo, ormai diruto, non presenta lo stemma nobiliare che pure sino a qualche tempo addietro si poteva notare sulla porta d’ingresso; allo stesso modo è diruta la chiesa annessa dedicata alla Madonna del Carmelo, protettrice dei briganti.
Non sappiamo se gli Scaglioni facessero parte dei Cavalieri di Malta: il loro stemma sia in stucco che in ferro è ancora presente nella chiesa di San Giovanni.
Il palazzo di via Falbarelli aveva bisogno di acqua potabile per cui Scaglione si adoperò per costruire una fontana che servisse tutta la borgata.
Scavarono una galleria che da via Falbarelli arriva a Colicella e da qui prosegue un “catuso”, condotto di acque, sino a località Pantanelle.
Un’opera di ingegneria idraulica notevole per la zona e per l’epoca.


Questa galleria iniziava e finiva con due torri che delimitavano l’inizio e la fine della galleria il cui fondo era bianco.
Negli anni Ottanta la galleria franò e fu ripristinata grazie all’amministrazione del sindaco Domenico Loiacono su idea dal consigliere Michele Cardamone che, attraverso l’opera di due minatori di San Tommaso, Battista Maletta e Angotti Renato, ripristinarono il tratto crollato.
Di questa fontana si parla nel libro Sorsi di vita (2011) della professoressa Carla Colombo Marasco, con le bellissime illustrazioni della professoressa Beatrice Musolino, a pag. 76.
Filippo Cardamone






























