La Rai TGR Calabria, in un’edizione di “Buongiorno Regione”, programma mattutino di approfondimento e inchieste, è tornata nei giorni scorsi a occuparsi della strada del Medio Savuto, ossia la “strada che non c’è” con una diretta televisiva da San Pietro Apostolo, sede ufficiale del comitato spontaneo di cittadini che ha scelto per sé questo nome divenuto poi di uso comune per definire un’arteria che doveva collegare direttamente Catanzaro a Cosenza attraverso l’area interna del Reventino-Savuto.
Durante la trasmissione, la giornalista Emanuela Gemelli ha ricordato più volte alcuni dati raccapriccianti che sintetizzano al meglio la storia tormentata di questa eterna incompiuta che può provocare solo sentimenti di rimpianto e di rassegnazione: 120 milioni di euro spesi e solo 3 km percorribili sui 36 complessivi previsti; altri 3 km la cui apertura al traffico era stata prospettata 8 mesi fa, ma ancora chiusi; un progetto che risale ai primi anni ’80 e che ha visto la posa della prima pietra nel 1988; 18 comuni coinvolti, a cavallo tra le province di Catanzaro e Cosenza, per un bacino complessivo di circa 40mila abitanti.


Presenti a San Pietro ad accogliere le telecamere della Rai, oltre al presidente del comitato Domenico Mazza, tanti cittadini penalizzati da una viabilità del tutto insufficiente e i sindaci dei comuni interessati tra cui quelli di Soveria Mannelli, Michele Chiodo, e Decollatura, Raffaella Perri. Ma anche imprenditori di un’area che può essere a tutti gli effetti definita produttiva per quanto riguarda la manifattura, come Marco Rubbettino dell’omonima casa editrice e industria tipografica che opera a livello nazionale e per scelta del fondatore Rosario è rimasta ancorata a questo territorio nonostante i problemi di mobilità per le merci prodotte.
Il presidente dell’ordine degli ingegneri della provincia di Catanzaro, Gerlando Cuffaro, ha provato a giustificare i ritardi con l’abuso delle richieste di varianti e l’assenza di una strategia che proceda per “lotti funzionali”, tratti di strada che possano cioè essere di per sé utili pur senza completare l’opera nella sua interezza. Nello stesso tempo, il vicepresidente della Provincia di Catanzaro, Francesco Fragomele, non è stato ancora in grado di dare tempi certi per l’apertura dei prossimi 3 km da Soveria Mannelli a Coraci, motivandone il ritardo con il completamento delle operazioni di collaudo.
Raffaele Cardamone

























