Per Confindustria e Touring Club Italiano, Soveria Mannelli è “Un borgo bello da vivere”. I due soggetti, con una scelta meticolosa di ogni singola parola che compone questo titolo-slogan, hanno ideato un progetto nazionale che ha avuto la finalità di individuare tre borghi e dunque tre tappe, in un percorso, ideale e fisico, che ha attraversato tutta la penisola: al Nord, Guarene in Piemonte, al Centro, Spello in Umbria, e al Sud, Soveria Mannelli in Calabria.


È questo il senso profondo che ha fatto ricadere la scelta proprio su Soveria Mannelli, un comune di un’area interna, per di più calabrese, che non ha bellezze paesaggistiche, architettoniche e artistiche particolarmente rilevanti né una storia antica, ma in cui è bello vivere per la sua cultura, intesa nel senso più ampio del termine e dunque anche come “cultura del fare”, quindi imprenditoriale, ma nel contempo di buona amministrazione, perché le due cose procedono di pari passo. Una cultura intraprendente, a volte visionaria, che supera tutte le difficoltà legate alla carenza di infrastrutture e servizi primari, inventandosi una propria particolarissima dimensione e precorrendo spesso i tempi.
L’incontro soveritano, che ha concluso le tre tappe previste per questo primo esperimento, ha visto coinvolti molti relatori e affrontati molti spunti di riflessione, tutti sapientemente coordinati e introdotti da Nicoletta Polla Mattiot, giornalista de «Il Sole 24 Ore».


Il presidente di Confindustria Calabria, Aldo Ferrara, ha rimarcato l’importanza delle imprese presenti sul territorio, nate grazie alla lungimiranza di imprenditori e amministratori illuminati, che hanno saputo investire nel capitale immateriale e umano. E ora non resta che mettersi a lavorare perché il modello Soveria Mannelli possa diventare un modello Calabria.


Giuseppina Amarelli, presidente dell’omonima fabbrica di liquirizia ma anche consigliere del Touring Club, ha evocato la vicinanza dello stesso con la Calabria, citando il celebre tour in bicicletta del suo fondatore Luigi Vittorio Bertarelli, passato anche da Soveria Mannelli, e ha sciorinato uno slogan che dovrebbe essere fatto proprio da tutte le aree interne: «fare impresa non è un’impresa» ed è possibile anche nei nostri territori.
Infine, Giulio Lattanzi, direttore del Touring Club, ha parlato della necessità di una “coprogettazione” tra privato, privato sociale e pubblica amministrazione e della possibilità dei luoghi di diventare attrattori turistici anche attraverso i musei d’impresa e la valorizzazione del cosiddetto “turismo lento”.


Gli illustri “ospiti”, a margine dell’incontro-dibattito, hanno avuto la possibilità di approfondire la conoscenza del territorio, visitando in modo particolare alcune tra le aziende più rappresentative, la cui esistenza e le cui attività sono state così determinanti nella scelta di Soveria Mannelli tra i borghi “belli da vivere” in Italia.
Raffaele Cardamone




























