Per dimostrare il giusto rispetto nei confronti dell’Amato, un fiume che è parte integrante dell’orografia e della storia del nostro territorio, i ragazzi della II A (scuola secondaria di primo grado) dell’IC Rodari di Soveria Mannelli hanno pensato bene di ripulirne un tratto dai rifiuti che molti “cittadini”, evidentemente privi di senso civico e di cultura ecologica, vi hanno impunemente gettato.
A rendere possibile questo piccolo miracolo è stata sufficiente l’adesione al progetto “Sorella acqua”, dai versi profetici di San Francesco d’Assisi, promosso a livello
nazionale dal Corpo Forestale dello Stato e realizzato, in questo come in molteplici altri casi (con ben 76 iniziative in 57 scuole della provincia), dall’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Catanzaro.
Ad accompagnare i ragazzi in questa avventura speciale e altamente significativa, l’Educatore Ambientale del Corpo Forestale dello Stato Antonio Mancuso e i docenti della classe: Maria Morrone, Gabriella Siriani, Tommasina Baratta e Corrado Plastino.
A fare da corollario, i bambini della classe II della scuola primaria di Soveria Mannelli, accompagnati dalla maestra Anna Volpe, che hanno avuto modo di partecipare, seppure solo da osservatori, alle operazioni di pulizia, traendone di certo un importante insegnamento, quanto meno per essere loro stessi d’ora in poi protagonisti di una condotta di vita all’insegna del rispetto della natura.
Gli educatori presenti hanno dato il buon esempio cominciando per primi a ripulire l’ambiente circostante, subito seguiti dai loro allievi, che si sono impegnati a recuperare dal letto del fiume una grande quantità di rifiuti d’ogni genere, avendo poi cura anche di differenziarli correttamente.
Il luogo prescelto, in località Calvario, tra l’imbocco della “via dei Borboni” e la fontanella, che funge anche da area picnic, si è presentato subito come una vera e propria discarica a cielo aperto e questo è stato il dato più sconfortante della giornata. In positivo, invece, c’è da registrare l’entusiasmo con cui i giovani studenti e i loro accompagnatori hanno ripulito un piccolo tratto del fiume, riportandolo alle sue condizioni naturali. Ciò ha permesso di aumentare nel gruppo-classe la sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali, necessaria a favorire il rispetto della natura e dell’acqua in particolare: il cosiddetto “oro blu” del terzo millennio.

A tale proposito, l’insegnante di scienze Morrone ha anche provveduto a prelevare un campione dell’acqua del fiume che analizzerà a scuola assieme ai suoi studenti, per verificarne la qualità e gli eventuali fattori inquinanti. I ragazzi saranno inoltre, una volta tornati a scuola, stimolati a proporre una denominazione per la fontanella e a realizzare un cartellone che induca gli utilizzatori e i visitatori del luogo a rispettare le semplici regole della convivenza civile e a sviluppare, anche loro, un sano spirito ecologico.
Un altro importante obiettivo di questa esperienza è stato quello di trasformarsi per qualche ora in osservatori speciali al servizio della Pubblica Amministrazione.
Infatti, i ragazzi hanno potuto declinare una serie di suggerimenti da far pervenire al Comune per mezzo di una lettera ufficiale, con la finalità di rendere questo luogo più pulito, in modo permanente, e dunque più vivibile.
L’esperienza ha avuto un tale successo da convincere i promotori a ripeterla nell’immediato futuro, anche perché i ragazzi, assieme alle loro guide, a differenza di molte istituzioni pubbliche, non amano lasciare le cose a metà.
























