La morte della dottoressa sersalese Margherita Napoli non è solo sinonimo di ineffabile dolore per la fine della storia, ma è diventata anche una porta verso la virtù e l’impegno civico. Lo meritava.
L’Università di Padova ha assegnato la borsa di studio in memoria di Margherita Napoli, medico anestesista dell’ospedale Maggiore di Bologna, morta il 9 ottobre 2024 in seguito a un arresto cardiaco. La stimata professionista di Sersale, appena 38 anni, brillava per qualità professionali e anche umane.
Tante le testimonianze di vita come lascito alle future, non ultima la sua insaziabile sete di conoscenze. E ora Margherita ispira anche da un’altra dimensione, diventando un puntello, una forza, una voce.
L’ateneo della cittadina veneta ha assegnato il premio in memoria di Margherita Napoli, prima edizione 2025, alle candidate Francesca Chiapperini e Sara Mancino per le tesi “congrua con le tematiche specificate, di alto valore metodologico e clinico scientifico e l’ottima chiarezza ed efficacia espositiva”. Ora le due premiate, così come gli altri partecipanti, sanno chi era Margherita Napoli, stimata in Calabria e anche in Emilia per indole e abnegazione. Nelle motivazioni del premio si legge che “è stato attribuito particolare valore all’autenticità, alla sincerità e alla profondità delle lettere motivazionali, nelle quali è emersa, con speciale intensità, una partecipata rievocazione della figura della dottoressa Margherita Napoli e un’adesione sentita ai valori umani e professionali che ne hanno contraddistinto il ricordo.” Così su deliberazione della commissione giudicatrice composta dal dottor Alessandro De Cassai, dal dottor Tommaso Pettenuzzo e dalla dottoressa Federica Napoli. Come in terra così in cielo, Margherita Napoli scatena edificanti aggettivi qualificativi: umile, capace e altruista.




























