

In più occasioni lo scorso anno, secondo quanto riferito, i militari erano intervenuti nell’abitazione di una coppia di anziani coniugi trovando l’appartamento a soqquadro con mobili danneggiati e suppellettili scaraventate a terra a causa degli accessi di violenza del loro figlio accusato di maltrattamenti contro familiari ed estorsione. Spesso i due presentavano anche lesioni derivanti dalle aggressioni subite per i violenti litigi e diverse volte erano stati costretti a rivolgersi al 112 rifiutandosi, sistematicamente, di denunciare quanto accaduto e le responsabilità del figlio e rinunciando anche alle cure mediche.
A rompere il silenzio è stato, recentemente, il padre di C.M. che, senza denunciare il figlio, ha raccontato ai carabinieri le vessazioni di cui la coppia è stata vittima e consentendo così di ricostruire diversi episodi di minacce, aggressioni verbali e fisiche messe in atto per estorcere poche centinaia di euro. I militari hanno così potuto raccogliere indizi di colpevolezza a carico del trentatreenne tali che, adesso, per disposizione del Tribunale di Cosenza, l’uomo dovrà risiedere fuori dai confini del Comune di Rogliano e non potrà comunque avvicinarsi a meno di 500 metri dai genitori. (ANSA).




























