Storia di una rinascita
Sette anni per risorgere e per ridare una dignità sportiva, prima ancora che calcistica, a tutto un paese. L’Audace Decollatura ce l’ha fatta a tornare in quella Prima Categoria che mancava ormai da 26 anni e che, allora, segnò la fine di un ciclo iniziato qualche anno prima con il presidente Amatruda.
Oggi, dopo tanto tempo, la storia è stata riscritta, ma ripartendo da zero, quando, nella stagione 2017-18, con coraggio e abnegazione, un gruppo di giovani dirigenti guidati dal presidente, Vincenzo Falvo (figlio d’arte visto che il papà era stato braccio destra di Amatruda negli anni ’90) ripresero il filo di una storia interrottasi 14 anni prima anche un po’ traumaticamente.
Fu infatti, nel lontano 2002-2003 l’ultima volta che la prima Audace partecipò ad un campionato FIGC; anno in cui nacque una società parallela (il Real Decollatura ndr) e si disputò uno storico derby di paese.
Dopo anni di silenzio, dunque, la ripartenza, come si diceva, l’iscrizione al campionato di Terza Categoria e la nascita congiunta, anche del settore giovanile dopo gli anni dell’Oratorio San Pio guidato da Vito Sinopoli.
Falvo riportò l’Audace in Seconda Categoria, proprio nell’anno del covid in un clima surreale e in un campionato che si chiuse anzitempo e senza rivedere le squadre scendere in campo emise i verdetti.
Ed eccoci a questo ciclo, diciamo così, post pandemia con l’avvicendamento al timone della società e l’ingresso dell’attuale presidente, Giancarlo Bianco che, dopo essersi fatto le ossa un anno come dirigente, subentrò in un anno ancora incerto a causa del coronavirus, ma iniziando a creare un blocco giocatori che, alla fine, lo diranno i fatti, sarà il fattore decisivo per il raggiungimento di questo prestigioso traguardo.
E qui comincia, piano piano, il crescendo di risultati del Decollatura. Dapprima con il duo Gigliotti-Pulerà in panchina, poi sostituiti da Davide Visciglia, i biancoazzurri sfiorano i play off, persi all’ultima giornata contro l’Aiello. Nel 2022-23 l’Audace ingaggia Bruno Bava, ex calciatore dal passato importante, avendo vestito, tra le altre, le maglie di Sambiase, Paolana e Vigor Lamezia. Il rapporto col mister, però, si incrina quasi subito e alla fine della preparazione c’è già un clamoroso avvicendamento. Subentra De Grazia e la squadra disputa un’ottima stagione arrivando quarta e perdendo i playoff con il Real Cosenza.
E si arriva all’attualità. A questa stagione iniziata con l’acquisto di mister Perrone, con l’idea precisa di vincere il campionato. Ma gli dei del pallone non sempre sono benevoli anche se si cerca in tutti i modi di assecondarli e così le cose sono andate un po’ diversamente da come ci si aspettava.


La storia di questa stagione pazzesca ce l’hanno raccontata, in esclusiva, proprio il presidente, Bianco e il responsabile del settore giovanile, Fabio Tramonti. “Puntavamo a vincere il campionato – dice Bianco – ma alcuni risultati imprevisti ci hanno penalizzato come il pareggio a Dipignano e la sconfitta a Donnici. Come se non bastasse, a tre giornate dalla fine, il mister ha rassegnato le dimissioni irrevocabili. Poteva crollare tutto, ma qui davvero mi corre l’obbligo di ringraziare tutto lo staff tecnico, i calciatori e, soprattutto, mister Pucci che, quasi come in una favola, dopo tanti anni, accetta di guidare il gruppo e limitare i danni”.
Il Decollatura non vinceva dalla 16esima giornata, quando era secondo ad un punto dalla prima, e a due dal termine ancora non era sicuro dei play off, sconfitto proprio da quel Grisolia che affronterà in finale.
“Incredibile ma vero – racconta Tramonti – proprio nel momento più buio, è scattato qualcosa nella testa dei giocatori e c’è stata la svolta. Tutti hanno tirato fuori il meglio giocando ogni partita in modo perfetto, senza una sbavatura che potesse far anche solo illudere l’avversario di batterci”.
E infatti, sono arrivate ben 4 vittorie consecutive, inclusi i playoff, che hanno consentito all’undici di Pucci di arrivare, dapprima terzo in campionato, per poi compiere l’ultimo passo di questa scalata contro il Belvedere e la Nuova Grisolia, che, come affermerà l’allenatore decollaturese ai nostri microfoni, “Non ha fatto un tiro in porta!”.
Parte la festa


I primi a complimentarsi per l’impresa storica sono proprio gli ex giocatori di quell’Audace da sogno. Da Gigliotti a Bevilacqua, passando per Serra, mister Stranges, Palmieri e tanti altri.
Cala il buio, piazza Perri è ormai pronta ad accogliere i beniamini di Decollatura. Addobbata a festa in fretta e furia con striscioni (anche ironici come il “polemico” <<Bianco Vattene>>), palloncini e bandiere, non aspetta altro che scatenare la gioia sfrenata di tutto un paese che attendeva questo momento da troppo tempo.
La squadra arriva verso le 21:20 e parte una rumorosissima sfilata che neanche fosse l’Italia campione del Mondo. 



Ringraziamenti
Doverosi. Perché si è arrivati ad un traguardo importante, colto al termine di un periodo di grandi sforzi e sacrifici, sotto tutti gli aspetti. “Sono davvero felice – esordisce Bianco visibilmente commosso e orgoglioso del percorso compiuto – di aver riportato l’Audace e Decollatura nel posto che, sicuramente merita. E’ stato faticoso, ma bellissimo riuscire a coronare con la promozione questi miei anni di presidenza. Ed è per questo che volevo ringraziare di cuore tutta la magnifica dirigenza, (Nero, Scavo, Ligotti, Vircillo, Bianco, Tramonti, Calabrese, Mangano), che mi ha supportato e sopportato in questi 3 anni, per l’impegno profuso senza mai tirarsi indietro. Ringrazio, inoltre, l’amministrazione comunale, in particolar modo la sindaca Raffaella Perri, il vice Gianpiero Nicolazzo e l’assessore Antonella Mercuri. L’associazione Lyra, la Pro Loco e i Ners; tutti gli sponsor che ci sostengono in questa difficile avventura; Teresa e Rosanna che hanno cucito in tempo record le bandiere per la festa; la pasticceria Oriolo che ha preparato la torta promozione, nonostante fosse chiusa quel giorno; infine mi corre l’obbligo di dare un grosso grazie alla nostra “tuttofare” Stefania Sirianni, e ad Angela Perri, segretaria della scuola calcio. Un grande abbraccio va ad Antonio Torcaso, il nostro social media manager che cura con grande attenzione le pagine Facebook e Instagram dell’Audace. Un pensiero particolare da parte di Bianco è andato, poi, ai giovani calciatori. “E’ stato bellissimo – ha detto – veder salire sul palco tutti i bambini e i ragazzi della scuola calcio, orgogliosi di far parte di questa grande famiglia. Senza di loro non ci sarebbe futuro per l’Audace”. Infine -conclude il presidente- il ringraziamento maggiore va al dodicesimo uomo in campo, i nostri tifosi, i quali hanno seguito e sostenuto la squadra in casa e fuori casa per tutti questi anni.
Futuro roseo
E, invece, i bambini e i giovani virgulti del vivaio ci sono eccome e il futuro della società sembra garantito. A confermarlo sono le parole di Tramonti: “Siamo partiti nel 2018, insieme a mister Visciglia , con appena 15 bambini. Ora, dopo 6 anni, stiamo per toccare i 60 iscritti. Partecipiamo a tutte le categorie della Figc e a tutti i campionati autunnali e primaverili, inserendo inoltre nel nostro percorso calcistico varie trasferte, quali quelle nel Lazio, ad Ostia e a Gaeta. Abbiamo giocato e perso, purtroppo, la finalissima playoff categoria Under 15 contro Girifalco. Nel 2023 abbiamo vinto la prima fase del torneo invernale con i Pulcini. E, a questo proposito – continua Tramonti – un grandissimo grazie ai mister Fabio Stranges , Alessandro Fabiano e Daniele Tomaino , ai dirigenti Mangano Antonio e Nero Emilio, e a tutti i genitori, che ci seguono entusiasti in questa grande avventura.
Inoltre, la nostra famiglia quest’anno si è allargata, grazie al contributo della squadra femminile, iscritta nuovamente dopo una piccola pausa, e gli Amatori, che non si vedevano in campo da almeno 30 anni. Abbiamo ricevuto i complimenti dal presidente della Lega, Mirarchi che ha tributato un plauso al nostro lavoro pur essendo un piccolo centro”.
Insomma. Il cielo, da queste parti, sembra essere sempre più blu o più precisamente bianco blu. Ora la palla passerà al ds, Calabrese che, si spera, regali un mercato importante all’Audace per restare a certi livelli perché come ben sappiamo, a certe latitudini, lo sport diventa esiziale per la vita e per l’economia di un intero paese.
(Un sentito ringraziamento a Giulia Tramonti, Luigi Cerminara, a Orlando Gigliotti ex bandiera dell’Audace anni ’90 e alla stessa Audace per il materiale foto e video gentilmente fornito e che ha permesso l’arricchimento di questo articolo in collaborazione con Carmen Celeste Sacco che, come sempre con grande puntualità e maestria, ha realizzato il montaggio dei video)




























