Il progetto regionale “La musica, un’emozione che cura”, portato avanti da Federsanità Anci Calabria, in partnership con il Conservatorio “Tchaikovsky” e in collaborazione con le Asp, sta diffondendo la musica classica negli ospedali calabresi come momento di “umanizzazione delle cure attraverso l’arte” e ha individuato l’ospedale del Reventino come una delle sue prime tappe.
Ma in concomitanza con l’evento musicale, lunedì 12 gennaio 2026, si tenuta sul posto, appositamente convocata, anche una riunione ufficiale del Collegio di Direzione dell’Asp di Catanzaro, organismo che coadiuva la direzione generale rappresentata dal commissario Battistini e composto da tutti i direttori di dipartimento strutturali e funzionali. Invitati all’incontro, erano presenti oltre dieci sindaci del territorio, compresi i sindaci dei comuni dell’area del Savuto che si trovano in provincia di Cosenza, ma che hanno da sempre come punto di riferimento sanitario l’ospedale del Reventino. Tutti i primi cittadini hanno colto e apprezzato il segnale di attenzione per quest’area interna e montana nelle quale la sanità ha estremo bisogno di un’importante fase di rilancio.

In apertura della riunione, il commissario Battistini ha ribadito l’impegno a potenziare l’ospedale e ha rassicurato sull’avanzamento dei lavori di adeguamento di alcuni locali all’interno dello stesso, funzionali alla realizzazione dell’ospedale di comunità, una struttura di assistenza territoriale finanziata con fondi Pnrr. Poi ha fatto illustrare ai vari direttori dei dipartimenti le strategie che si dovranno attuare per implementare e migliorare i servizi sanitari offerti dall’ospedale.

Il sindaco di Soveria Mannelli, Michele Chiodo, facendo un po’ da portavoce dei suoi colleghi a causa dei tempi ristretti, ha rappresentato la necessità che la struttura venga riempita di contenuti e che venga data piena attuazione agli strumenti di programmazione previsti dalla nuova Rete ospedaliera, compresa l’attivazione di un servizio di Riabilitazione cardiologica. È emerso, inoltre, che dovrà essere adeguato il numero del personale e rinnovata la dotazione strumentale e tecnologica. Dovrà essere potenziato l’unico reparto rimasto in attività, quello di Medicina, sfruttando i posti lasciati liberi da una lungodegenza che sarebbe presa in carico dal nascente ospedale di comunità. Attenzione particolare dovrà essere rivolta alla diagnostica attraverso l’ottimizzazione del laboratorio analisi e della radiologia. Senza trascurare il ripristino di servizi essenziali come la chirurgia in day surgery e la cardiologia, che dovranno essere riportati su standard compatibili con le esigenze del territorio.
Raffaele Cardamone

























