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Home » Noi Voi Gli Altri: una riflessione sulla pace di Angelo Falbo

Noi Voi Gli Altri: una riflessione sulla pace di Angelo Falbo

Angelo Falbo di Angelo Falbo
2 Marzo 2022
in OPINIONI
0
Noi Voi Gli Altri: una riflessione sulla pace di Angelo Falbo
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Ragioniamo all’inverso:

Uomo del mio tempo

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Alle fronde dei salici

E COME POTEVAMO NOI CANTARE

CON IL PIEDE STRANIERO SOPRA IL CUORE,

TRA I MORTI ABBANDONATI NELLE PIAZZE

SULL’ERBA DURA DI GHIACCIO, AL LAMENTO

D’AGNELLO DEI FANCIULLI, ALL’URLO NERO

DELLA MADRE CHE ANDAVA INCONTRO AL FIGLIO

CROCIFISSO SUL PALO DEL TELEGRAFO.

ALLE FRONDE DEI SALICI, PER VOTO,

ANCHE LE NOSTRE CETRE ERANO APPESE,

OSCILLAVANO LIEVI AL TRISTE VENTO.

(di Salvatore Quasimodo)

Stamattina presto, con una tazzina di caffè fumante. Paesaggi di un bianco irrorato dai primi raggi filtrati, con alberi e tetti avvolti da una leggera coltre di neve e colline pre-silane che hanno ripreso le vesti invernali, come candide collane.

Agli occhi, davvero un bel “vedere”!

Nella mente, i bagliori delle bocche di fuoco e i vorticosi fumi neri degli incendi causati dai bombardamenti, davvero brutti “pensieri”!

Uno stato d’ animo di presagi sofferenti.

Alle orecchie arrivano le notizie che il nostro Governo, con consumata retorica informa che “non si volta dall’altra parte” e delibera di inviare anche armi.

I presagi da sofferenti si incupiscono.

Allora mi ripasso mentalmente le due poesie di Quasimodo che già mi lasciarono intristito per giorni interi nella 4ª B del “De Nobili” di Catanzaro.

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Riappaiono i ricordi delle punizioni subite perché, da soldato, ho disubbidito al tenente istruttore che, smontata una rivoltella “beretta”, con i pezzi sparsi sul tavolo mi chiama a ricomporre l’arma.

Non lo feci, perché sentivo di non dover imparare a sparare. Ma, mi sono sempre risuonate le sue grida: “Coglione sei punito”. Il gergo militare a quei tempi era volgare e minaccioso: “Andrai a rapporto con punizioni di tre giorni”

E, si. Perché nella logica resta la costante che ci potrà sempre essere un’aggressione, sul piano personale, così come sul piano di una intera società e anche sul piano continentale e mondiale. Ci sono state già due guerre mondiali.

La terza potrà essere l’ultima con l’uso dei raffinati strumenti di morte. La quarta potrebbe solo essere combattuta ritornando alle pietre e alla clava! Come ammoniva, tra altri, un grande scienziato, Albert Einstein, che, interrogato su come si sarebbe combattuta un’eventuale terza guerra mondiale, rispondeva: Non lo so, ma posso dirvi cosa useranno nella quarta. Useranno le pietre! Inascoltato

Così come inascoltati mi ritornano in mente gli auspici di Lilliana Giai Baste’. La già Presidente dell’ANPI di Giaveno, nel mentre, da guida, mi ha accompagnato nella zona delle Prese di Franza sopra la Val Sangone, davanti al cippo a ricordo del partigiano caduto, Antonio Chiabai, eretto dai compagni della Brigata Frico.

“Purché non siano caduti invano, Lui e tutti gli altri partigiani”…

Ogni volta si sono trovate “ragioni” per combatterle.

Sempre sono stati lesi i “Diritti internazionali”, con il massacro di popoli.

Dopo la prima guerra mondiale venne costituita la Società delle Nazioni, al fine di evitare lo scoppio di altre guerre. Inutilmente. Considerata inadeguata, alla fine della seconda venne costituito l’ONU. Fu costituito per riportare sui tavoli della diplomazia ogni controversia tra Stati. Per scongiurare altri scontri bellici.

Le guerre si sono succedute ancora in troppi luoghi della Terra.

I “Grandi” hanno sempre aggirato le norme. Hanno violato più volte il Diritto internazionale. Hanno sempre svilito e svuotato le funzioni dell’ONU. Lo hanno anche sbeffeggiato: Ho presente il Segretario di Stato americano Colin Powell, che, per corrispondere alle scelte di George Bush deciso ad invadere l’Iraq, mostrò in sede di Consiglio di sicurezza dell’ONU prove (una boccetta con sostanze di distruzione di massa!) che non esistevano, false; ho presente Tony Blair, quando agli inglesi mostrava le cartine con il cerchietto rosso e la freccetta di dove erano state   trovate le “armi di distruzione di massa” di Saddam; tutto falso.

I “Grandi” sanno ingannare. Fabbricano grandi inganni e producono larghi consensi, sotto i quali soggiacciono popoli interi.

Tanti di quelli che oggi si richiamano alla violazione dei Diritti internazionali sono responsabili delle violazioni avvenute in tanti anni.

Naturalmente non è che le violazioni del passato possono giustificare quelle odierne. No, le Aggressioni vanno condannate. Le Guerre vanno bandite. La Pace va coltivata e difesa sempre. Putin va condannato. Perché ha aggredito. Perché ha tirato il “pugno”.

Allora bisogna scuotersi e ragionare all’inverso.

Invece di ragionare, a guerra ormai scoppiata, su Chi ha ragione e Chi ha torto, bisogna subito attivarsi per capire quali sono state le cause. Ridando all’ ONU strumenti efficaci   di interposizione e anche autorevolezza autonoma di stabilire concordati.

L’ONU non può restare un Organismo da convocare a piacimento.

Le trasformazioni che danno preoccupazioni sul pianeta Terra, non sono solo quelle climatiche. Ci sono quelle più accelerate. Sono le conflittualità sul terreno per le egemonie informatiche, economiche politiche e militari. Ad esse sono sottesi gli interessi di accaparramento delle aree di influenza, dei territori dove sono presenti i giacimenti, non più tanto di carbone, di ferro o di gas, ma soprattutto di tutti quei minerali che sono alla base dei componenti delle nuove tecnologie, per l’informatizzazione, per la elettronica, per le scienze chimiche avanzate.

Gli imperialismi classici conosciuti sui testi di Storia sono dissolti.

Il discorso di Putin resta un vagheggiamento propagandistico.

Le aggregazioni tra Stati, Nazioni, Popoli, Territori, avvengono su basi nuove.

Bisogna cominciare a ragionare, non per Stati, non per Continenti, non per Alleanze, ma per il Pianeta. Un pensiero planetario che se anche può apparire utopico, crea comunque subito cultura di mondialità dei problemi per il rispetto di Tutti.

In questa ottica Tutti gli Stati devono poter essere considerati neutrali.

Ragionare all’inverso vuol dire prevenire le cause delle guerre.

Nell’Ucraina è rimasto in sospeso per 8 anni un conflitto.

E’ stato volutamente accantonato lo scontro, che non era sotterraneo, tra le richieste dell’Ucraina di “autodeterminarsi”, intendendo con ciò una sua entrata nel sistema NATO e l’opposizione della Russia. La Russia dice di non volere possibili installazioni militari, missilistiche NATO ai suoi confini. Un po’ come vollero gli USA quando si stavano installando basi in Cuba. E in Ucraina vi devono essere siti nucleari che la Russia possedeva come ex URSS. Di cui nessuno parla.

Magari intende che le terre dell’Ucraina sono “sue”. (Certo sono più “sue” che “nostre” se vogliamo seguire – io no- lo strano, contraddittorio intervento di Larussa che afferma come… ogni popolo deve appartenere alla sua comunanza linguistica, culturale e storica e in questo va difeso… )

Magari, come considerano alcuni commentatori, la Russia ha “paura” di avere ai suoi confini un’altra nazione dell’ex orbita sovietica, acquisita all’area delle democrazie occidentali, dopo Ungheria, Polonia, Cecoslovacchia ecc.

Nessuna di queste considerazioni appare esaustiva.

Ma. Se pure fossero vere o false, essendo state palesate da anni Chi si è preoccupato di ragionarle in tempo?

Mai, non si è voluto avviare un serio sforzo di colloqui a tutto campo. Se si riascoltano i pareri dell’ex Ambasciatore Sergio Romano e dell’ex Generale Tricarico, che non sono certo filo russi – ora silenziati, perché ci sono molti modi di censurare anche in Occidente, basta non intervistarli più – allora si capirebbero meglio gli accadimenti tragici di questi giorni.

Si è preferito il via vai di Ministri con proclami impettiti e speranze di accordi rinviati. Un susseguirsi di telefonate con la sospensione di ogni decisione sulle ragioni ascoltate. Tutto ad uso interno.

La logica seguita è:

1)Putin: Uso della forza con invasione dei territori, per ottenere ciò di cui si ritiene giusta la richiesta e di cui gli altri non hanno voluto avere in alcuna considerazione

2) USA -NATO- UE: Contrasto con le sanzioni finanziarie, con l’isolamento politico, economico e militare della Russia. esclusione da ogni competizione sportiva in ogni settore, in musica, in teatro ecc Una volta questi settori servivano per tenere allacciati i rapporti per il dopo, che comunque ci sarà. Decidere di escludere cantanti, soprani, squadre, nazionali, attori, compositori, artisti da ogni competizione e gare internazionali può solo giovare a Putin. Spingere la Russia verso l’isolamento può provocare non solo ritorsioni, ma lo sviluppo di un nazionalismo più radicale e dispotico. La Russia è in gran parte Europa fisica. Offrire ogni forma di aiuto all’ Ucraina, di accoglienza ai profughi, di tipo alimentare, di tipo sanitario, e robe per difendersi dal freddo è umano. Partecipare alla guerra in corso con invio di armi alle formazioni combattenti ucraine, appartiene sempre al quel continuo travisamento che si fa dello spirito e della lettera della Costituzione.

Il punto internazionalmente controverso è:

Ogni popolo ha diritto di avere il Governo che vuole e le alleanze che vuole?

Si. Lo consideriamo un diritto sacrosanto.

Ma deve valere sempre, si o no?

Se noi diciamo che deve valere sempre come dobbiamo, allora dobbiamo capire perché nella realtà sono avvenute e avvengono intromissioni continue di poteri economici, militari, politici, diplomatici, spionistici per impedire o favorire la direzione delle scelte governative interne di un qualsiasi Popolo: Cile, Argentina, Venezuela…Iraq, Libia …la Grecia dei Colonnelli, l’Italia delle stragi. Senza scordare le invasioni sovietiche al tempo delle divisioni in due blocchi di influenza stabiliti a Yalta.

E dobbiamo prima capire e comprendere che il concetto di Popolo, di Comunità non resta lo stesso nel tempo. Si trasforma.

E dobbiamo capire che lungo i confini di ogni Stato, sia convenzionali che naturali, vi sono sempre popolazioni miste. Il Popolo non coincide sempre con lo Stato che si è formato spesso per eventi successivi a guerre vinte o perse.

Capire questo ed assegnare in tempo ad un Organismo internazionale le eventuali controversie significa ragionare all’inverso: capire le cause e prevenire i rischi di scontri bellici.

Oggi l’incupimento si è accresciuto ascoltando le difficoltà dei colloqui per un accordo, dell’intensificazione dei bombardamenti con la conseguenza di più distruzioni, di più morti e di più profughi.

Vedendo che ci si adopera non per sostenere gli sforzi per la Pace, ma per inviare armi agli ucraini così che possano contrastare meglio l’avanzata dei russi, prolungando i giorni di guerra.

Si, perché da Tutti viene compreso che l’Ucraina da sola non può militarmente fronteggiare l’esercito russo.  Quindi?

Gli occidentali UE-Nato-USA, inviano aiuti agli ucraini a continuare a combattere con la speranza che Putin possa essere sfiancato e deposto dai suoi stessi collaboratori, o da una rivolta popolare per i gravi sacrifici inferti con le sanzioni e la “rabbia “delle esclusioni? I teatri di guerra oggi sono anche incontrollati e incontrollabili. In tutti, non vi sono solo gli eserciti regolari, ma soldati a contratto, battaglioni di mercenari.

Nel frattempo quello ucraino a quali massacri e impoverimento verrà esposto?

Godranno i fabbricatori di armi e i finanziatori delle ricostruzioni.

Sul piano geo-politico, comunque andrà a finire il Pianeta non si troverà certo più sicuro. E su di Esso nessun Popolo. Nessuno sarà più sicuro fino a quando si farà ricorso alla Guerra ed essa resterà l’unica strada regolatrice dei rapporti e delle controversie.

Rafforziamo i livelli diplomatici. Abbassiamo le tensioni.

Ragioniamo all’inverso: Costituiamoci “Tutti neutrali” e in Alleanze di vigilanza per la Pace garantita dall’ONU, non dai sistemi satellitari, missilistici e nucleari in questi giorni foscamente ricordati e minacciati da Putin.

I Patti, se considerati privati, vengono rafforzati o controllati con accordi rispettati o stracciati ora da uno ora da un altro.

Se vuoi la Pace prepara la Guerra.

È un infausto richiamo che è stato smentito durante tutto il corso della presenza dell’Homo sapiens (sapiens davvero?) sul Pianeta.

Ragioniamo all’inverso: Rifiuta la Guerra per avere la Pace.

Egregio Presidente Draghi, Lei ha ragione a metà:

Di fronte agli eventi tragici dell’aggressione “Non bisogna voltarsi dall’altra parte”.

È vero. Se ha il significato che non si deve essere indifferenti è giusto.

Però bisogna guardare avanti.

La decisione di inviare armi è sbagliata. Anche le decisioni del Parlamento europeo appaiono non solo frettolose, pure contraddittorie con gli eventi in corso…Si sta cercando di trattare e tra i punti c’è la questione della neutralità, con certe decisioni non si aiuta realmente l’Ucraina, si sta spingendo l’aggressione.

Più alimenti, più medicinali, più accoglienza Si, Armi No.

Più ONU.

Tanto la Democrazia, quella vera, se ci crediamo, ha una forza in sé: nei Diritti alle Libertà, nel principio di Eguaglianza e nel perseguimento della Pace.

Basta farla funzionare.

Non ha successo se esportata. Né con gli armamenti né con altre forme di pressioni.

Capisco che è difficile farsi comprendere scrivendo quello che ho scritto, nel mentre i bombardamenti stanno devastando un territorio e seminando vittime civili.

La Guerra è morte.

Ma è proprio durante la Guerra che bisogna capire in tempo di pace come fare per evitarne altre.

W la Pace

di Angelo Falbo

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Angelo Falbo

Angelo Falbo

Preside in pensione. Laurea in Materie letterarie presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Intellettuale e scrittore. Vive a Carlopoli. È il responsabile della Lega SPI-CGIL del Reventino.

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