Sono trascorsi dieci anni dalla scomparsa di Mario Cimino, per tutti semplicemente zio Mario, ma la sua presenza è ancora oggi viva, tangibile e profondamente radicata nella memoria di chi lo ha conosciuto, amato e stimato (30 agosto 2015 – 30 agosto 2025). Mario Cimino è stato un artigiano, un imprenditore che ha dedicato un costante impegno all’azienda di famiglia di prodotti del suolo Bontá di Calabria, con struttura ed impianti di trasformazione profondamente radicata a San Tommaso di Soveria Mannelli.
Un uomo semplice, pieno di vita, aveva tanto da dare ancora ma a soli 57 anni, se n’è andato portato via da una male incurabile che in pochi mesi non gli ha lasciato scampo. Eppure, ciò che ha costruito in vita continua a parlare di lui, con forza e autenticità.
La storia di Mario affonda le radici in una tradizione familiare fatta di lavoro, umiltà e legame con la terra. Figlio di Felice Cimino e Maria Bonacci, che negli anni ’50 iniziarono a lavorare i prodotti spontanei della Sila e trasmisero ai figli passione e conoscenza, Mario con i fratelli diede vita negli anni ’80 a un’impresa partendo da una piccola struttura familiare fino a creare la “Industria Prodotti del Suolo – Bontà di Calabria”, un’azienda che divenne punto di riferimento nel settore della trasformazione agroalimentare. Divisi negli anni ’90 poi portò la qualità dei prodotti calabresi in tutta Italia e anche all’estero, Canada, Finlandia ed altre nazioni, distinguendosi per innovazione e determinazione.
Tra i primi in Calabria a introdurre soluzioni tecnologiche d’avanguardia, Mario riuscì a far confezionare oltre 1.000 vasetti in un’ora, mantenendo sempre l’artigianalità e l’autenticità che contraddistinguevano, con 15 dipendenti qualificati, laboratori micologici e controlli rigorosi. Pomodori secchi, funghi, melanzane, origano, e tante altre specialità calabresi parlavano di lui, della sua terra, della sua visione.
Ma oltre all’imprenditore c’era l’uomo. Zio Mario era davvero “lo zio di tutti”. Sempre pronto ad aiutare, ad ascoltare, a dare una mano o a sdrammatizzare con una battuta. Celebre il suo modo di rassicurare chi aveva bisogno: “Ma vijiu io”– “Ci penso io” e lo faceva davvero!
Nella sua quotidianità il suo unico motto era: “Accian Asmain Azzacallá.” Un’espressione tutta sua che racchiudeva la sua filosofia: stringere i denti, andare avanti, non mollare mai.

Amava profondamente anche la musica, Nino D’angelo ed in particolare i Nomadi che in un brano “Vivo forte”, ed in particolare nel verso “io son figlio della notte” si rispecchiava e lo sentiva suo, un uomo che trovava energia anche nei momenti silenziosi, nelle difficoltà, nel buio, e riusciva a camminarci dentro con passo sicuro e cuore limpido. Questa sensibilità oggi vive nei suoi figli, in particolare in Maria Carmen, che ha ereditato la sua passione musicale, e in Vincenzo, Felice Marco, che ogni giorno portano avanti i suoi valori con affetto.
Dopo la sua scomparsa, nel 2015, l’azienda ha chiuso. Ma ciò che Mario ha costruito non è andato perso: vive nell’esempio che ha lasciato, nel senso del dovere che ha trasmesso, nei ricordi che ancora lo accompagnano.
I suoi figli custodiscono oggi il sogno di riaprire quella realtà, non solo per onorare il suo sacrificio, ma anche quello della madre, Carmela, che ha condiviso con lui un lungo tratto di vita, anche sul piano lavorativo. Pur essendo stati separati negli ultimi anni, ha sempre conservato rispetto per la sua figura e per ciò che insieme hanno costruito.
Con affetto e ironia, Carmela ama ricordarlo nel nipotino che porta il suo nome con la frase: “Uno è in cielo, l’altro sulla terra”, ritrovando nel piccolo Mario quella stessa indole vivace, curiosa e “peperina” che caratterizzava il nonno. Chi lo ha amato lo ricorda anche per il suo modo di essere “vrusciariallu”, spontaneo, genuino e unico, un tratto che oggi sembra rivivere proprio nel più piccolo di casa.
In occasione del 10° anniversario della sua scomparsa, domenica 31 agosto 2025 alle ore 18:30 sarà celebrata una messa in suffragio presso la Chiesa Madonna degli Abbandonati, a San Tommaso di Soveria Mannelli, un luogo caro a Mario e alla sua famiglia. I familiari invitano con affetto chiunque lo abbia conosciuto, stimato o voluto bene a partecipare a questo momento di raccoglimento, memoria e gratitudine.
Perché certi uomini, certi zii non muoiono mai davvero. Mario Cimino vive ancora: nei gesti, nei ricordi, negli insegnamenti che ha lasciato. Vive nei suo figli, in suo nipote Mario, vive nei profumi della sua terra, nei prodotti che ha valorizzato, nelle parole che ancora oggi echeggiano tra chi gli ha voluto bene.

























