Una nostra concittadina e assidua lettrice, Anna Maria Caligiuri (insegnante in pensione) ha voluto scrivere una lettera di benvenuto a don Roberto Tomaino e ha voluto così dedicargli, poche, ma intense righe.
“In questi ultimi mesi da aprile ad oggi, non c’è stata domenica che, all’uscita dalla Messa, non ci fosse un capannello di gente che si soffermava a chiedersi: “Ma quando verrà il nuovo parroco”. A me piace molto, dopo la Messa, fermarmi a parlare con qualche conoscente, scambiare due parole, commentare la predica, in quei momenti mi sento in famiglia, a casa, parlo con i miei compaesani, con i parrocchiani, mi fa star bene. Le parole scambiate in questi ultimi tempi però riguardavano lo stesso argomento: “Chi verrà?” Bocche cucite. Niente trapelava. Solo qualcuno, più coraggioso, osava fare un nome, mettendoci però un bel forse davanti. Ogni domenica domandavamo al sacerdote che celebrava la Messa se per caso fosse lui il designato. Poi è cominciata a girare una voce: “Forse viene don Roberto” – “C’è stato già parecchie volte” – “Anche per San Giovanni”. Adesso la ‘voce’ sta per diventare una realtà. Da pochi giorni la notizia è diventata ufficiale. Il nome è stato rivelato: don Roberto Tomaino.
Lui si è già presentato con una bellissima lettera sul suo blog personale. A questa lettera voglio rispondere come fedele parrocchiana, come individuo, come madre e come ex insegnante.
Grazie caro don Roberto per il riguardo di cui ci fa oggetto, venendoci a salutare in anteprima. Grazie per quelle parole così sentite, che mentre le leggevo con i miei familiari, mi sono commossa, ci siamo commossi. Guardandoci l’un l’altro abbiamo visto le lacrime brillare nei nostri occhi.
Parole dense di significato e di spunti di riflessione. Mi sono ritrovata nelle sue parole, nel suo ‘stupore’ che io ho sempre chiamato la mia ‘joie de vivre’: alzarsi la mattina e sentirsi contenta di esserci. Nella mia intensa vita costellata da numerose avversità, ad ogni caduta mi sono rialzata, cercando sempre il lato positivo delle cose. Ho insegnato questa gioia di vivere ai miei figli, ai miei alunni, ora ai miei nipotini. Ma a loro, poveri piccolini, ora mi è difficile: quando cado, faccio molta fatica a rialzarmi e a trovare quel lato positivo. Sto perdendo quella ‘gioia’ a causa dell’amarezza per lo sconvolgimento del mondo. La cattiveria, la disonestà, le ingiustizie, i soprusi, mi rendono triste, mi sento incapace, forse sconfitta.
Mi chiedo se il suo arrivo nella nostra comunità sia la ‘scintilla’ che riaccenderà non solo il mio animo, ma quello di tutti! Che ci rigenererà?! Le parole della sua lettera sono state come un balsamo sulle ferite. Vi leggo determinazione, voglia di fare, di conoscere, di aiutare e di farsi aiutare. Vi leggo segni di speranza, di umiltà, di profondità di sentimenti. Vi leggo sapienza e cultura.
Cresceremo insieme. Lei è giovane, pieno di entusiasmo e di energia, io sono un po’ “agée” , ma piena della saggezza delle molte primavere vissute e, come me, tante persone di Soveria, siamo quindi necessari l’uno all’altra.
Le auguro, con cuore di mamma, di camminare bene insieme a noi inseguendo la luce dello stupore e che lei sia quel gancio che aspettavamo per mantenere il contatto con Dio.
Benvenuto tra noi“.
Anna Maria Caligiuri Anastasio



























