di Filippo Cardamone –
La storia la scrivono i vincitori. I Cristiani del XVI° sec. la scrissero del popolo ebraico calabrese espulso nel 1540 ad opera del frate francescano Gabriele Bario nel 1571.
Ho preso la laurea triennale in storia presso l’Unical e adesso mi sono iscritto alla magistrale in Scienze Storiche ma un corso di studi sulla storia del popolo Ebraico in Calabria tra 4° e 16° secolo non è stato attivato. Questa piccola Calabria rimarrà tale se non farà i conti con il passato.
Io mi sono fatto questa idea che di seguito espongo sperando di non essere preso per un visionario.
Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente 476 d.C. la penisola italiana fu invasa dai Goti, compresa la Calabria. Con l’Imperatore Giustiniano (527-565 d.C.) la penisola italiana fu riconquistata con la guerra gotica (535-553 d.C.), l’Imperatore intuendo che i barbari sarebbero ritornati in Italia favorì l’immigrazione in Calabria degli Ebrei dell’Impero. “Gli Ebrei sanno come mantenere le posizioni.”
(Il 50% della popolazione calabrese era Ebrea così dice la Rabbina Barbara Aiello della sinagoga di Serrastretta in provincia di Catanzaro e lo storico Villella Vincenzo.)
I Longobardi nel 568 d.C. riconquistarono la penisola sino a Benevento.
La Calabria ebraica resiste ai tedeschi di Ottone Secondo (955 -983 d.C.) venendo a patti con i successori del Sacro Romano Impero. Sino all’Imperatore Carlo V°, (1500 -1558 d.C.) che in un primo momento continua la politica dei predecessori poi decreta l’espulsione degli Ebrei di Calabria.
I Francesi della rivoluzione volevano una Calabria forte come un tempo ma i tempi erano cambiati e il Re Joachim Murat (1767 – 1815) se ne rese conto troppo tardi ma pensò bene di tentare.
Vorrei continuare i miei studi verso la storia Bizantina e gli archivi, ma sono vincolato dal mio lavoro. Spero di poter, presto, soddisfare questa mia ulteriore sete di conoscenza.




























