La canapa è una delle piante più antiche al mondo. Basti pensare che sembra essere arrivata in Medio Oriente tra il 2000 e il 1400 a.C. ed è stata probabilmente utilizzata da un gruppo nomade indoeuropeo chiamato Scythians. Essi occupavano anche i territori russi e ucraini, dove importarono questa pianta.
Nonostante l’ampissimo utilizzo fatto nel corso dei secoli, per molti anni è stata un po’ demonizzata perchè accostata soltanto al concetto di droga. Per fortuna nel corso degli ultimi anni questa pianta ha avuto la sua rivalsa, sia in campo agricolo che in campo industriale dove si è avuto in effetti il riscatto definitivo.
In agricoltura la canapa viene utilizzata per bonificare i terreni, e non solo. Secondo recenti studi in fase di crescita la canapa cattura 4 volte la CO2 immagazzinata mediamente dagli alberi e utilizzata in edilizia mantiene le stesse proprietà. È stato calcolato infatti che l’edilizia tradizionale incide per il 30/40% sulle emissioni di CO2. Tutta la filiera di produzione di canapa e calce è carbon negative, cioè toglie più CO2 dall’ambiente di quanta ne verrebbe immessa lavorandola, al contrario della lavorazione di materiali tradizionali come il cemento.
La canapa è inoltre fonte di energia rinnovabile utile per limitare la deforestazione e l’utilizzo di energie fossili. Gli idrocarburi in canapa possono essere trasformati in una vasta gamma di fonti di energia da biomassa, dal pellet ai combustibili liquidi e a gas. Ovviamente lo sviluppo dei biocarburanti come biodiesel ed etanolo, potrebbe ridurre significativamente il nostro consumo di combustibili fossili il loro impatto sul pianeta. Riguardo alla bio-plastica di canapa pensiamo che nei confronti di quella petrolchimica è migliore per caratteristiche, concorrenziale dal punto di vista del prezzo, ma con una differenza: è completamente biodegradabile.
Oggi in Italia la canapa viene coltivata per tanti usi, anche quelli industriali. Grazie alle enormi qualità fitodepuranti, la canapa è capace di estrarre dal terreno componenti organici o inquinanti come i metalli pesanti. Si può applicare anche alle acque e all’aria, non solo per quello che riguarda l’anidride carbonica ma anche ossido di azoto, ozono e gli inquinanti che costituiscono il cosiddetto indoor pollution. Dopo essere stati assorbite, le sostanze vengono o metabolizzate e trasformate in qualcos’altro (fitometabolizzazione) o stoccate (fitodeposito) o recuperate (fitoestrazione) come si può fare con piombo zinco e ferro.
L’olio di Cdb
Ma la canapa viene utilizzata per realizzare prodotti utili alla nostra salute, come quelli disponibili su Cibdol.it. L’olio di canapa, ad esempio, ha grosse proprietà antinfiammatorie. Attraverso la soppressione delle citochine e delle chemochine proinfiammatorie, il CBD è in grado di attenuare le infiammazioni e quindi costituisce un potente integratore per il corpo, sia fuori che dentro.

Non solo gli effetti antinfiammatori dell’olio di CBD supportano una migliore mobilità se assunti per via orale, ma possono anche essere utilizzati a livello cellulare mescolando l’olio in un balsamo topico.
Inoltre questo prodotto ha enormi proprietà antiossidanti e neuroprotettive. Sul fronte antiossidante si dice che il CBD sia più efficace di vitamina C ed E. Aiutando a stabilizzare i nocivi radicali liberi nel nostro corpo, il CBD è in grado di ridurre il danno cellulare che porta a sintomi di invecchiamento fisico e mentale.

























