Per quanto è importante, dobbiamo considerarlo come uno di quei libri che dovrebbero stare ed essere letti nelle case di tutte le famiglie calabresi, in particolare della provincia di Catanzaro e, immancabilmente, dell’area dell’Istmo.


Infatti è alto appena 1417 metri nella cima che ricade nel territorio del Comune di Platania, mentre la sua “anticima” di 1410 metri insiste nel territorio della vicina municipalità di Conflenti. Due vette gemelle, quindi.
Più che all’altitudine, come il greco monte Olimpo (m. 2927), l’appellativo di “titàno” è piuttosto riferito al fatto che il Reventino sia un’entità “sacra”, ricca di storia, miti e leggende e altamente simbolica per la Calabria Centrale e, in particolare, per l’Istmo cosiddetto di Catanzaro o della Prima Italia, tra Jonio e Tirreno, tra Squillace e Lamezia Terme.


La seconda parte (pagine 55-146) è dedicata alle “Radici calabresi”. Viene delineata la “carta d’identità” di questo territorio (attraverso la storia ed i personaggi), pure per come descritto da viaggiatori ed autori esteri come la statunitense Gertrude Slaughter, la quale, come resoconto del suo itinerario calabrese, ha pubblicato nel 1939 (presso l’Università americana del Wisconsin) il celebre libro “Calabria the first Italy” (Calabria la prima Italia) un testo celebrativo e fondamentale che, tradotto in italiano da Sara Cervadoro (padre di Maida e madre reggina), sta per essere dato alle stampe. Sarà sicuramente un grande evento.




Eredità sociale da valorizzare e continuare in piena consapevolezza e con molto orgoglio. Non a caso la Calabria (e in particolare la zona del Reventino) è la storica “prima Italia” dove 3500 anni fa è nato il nome della nostra Nazione, poi diffusasi dalla Sicilia alle Alpi duemila anni fa con l’imperatore romano Augusto, e dove ha mosso i primi passi quella “democrazia etica” che si è diffusa in tutto il Mediterraneo come testimoniano gli antichi autori, principalmente il grande Aristotele. Certamente, cosa di non poco conto di cui bisogna essere coscienti per una migliore e maggiore dignità ed identità regionale.


Domenico Lanciano – Università delle Generazioni




























