Grazie all’Epstein Files Transparency Act, firmato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump il 19 novembre 2025, il Dipartimento di Giustizia americano (DOJ) ha avviato il rilascio di una enorme quantità di materiale legato al caso Jeffrey Epstein.
Secondo le prime stime, si parla di numeri impressionanti: oltre 3,5 milioni di documenti, circa 2.000 video e 180.000 fotografie. Una mole di dati destinata a riaccendere l’attenzione su uno degli scandali più controversi degli ultimi decenni.
Del cosiddetto “caso Epstein” si discute da anni. Già dal 2016, sul web e su alcuni canali di informazione alternativa (4chan, 8chan. Twitter), avevano iniziato a circolare ricostruzioni e ipotesi sul coinvolgimento di figure di alto profilo del mondo politico, economico e dello spettacolo.
In quel periodo emerse la tesi denominata “Pizza-Gate”, collegata alla diffusione online di e-mail trafugate durante la campagna elettorale statunitense del 2016. Alcune di queste comunicazioni, pubblicate da WikiLeaks, furono interpretate da utenti e commentatori come contenenti riferimenti in codice a traffici illeciti, per lo più di pedofilia estrema.
Mel Gibson, ancor prima, nel lontano 2010 parlava di ciò che facevano i potenti dell’industria dell’intrattenimento, degli affari e della politica nei confronti dei bambini. Fu definito complottista, paranoico, smise di apparire nei film e nessuno volle più lavorare per lui su grandi progetti.
Jeffrey Epstein venne arrestato nel 2019 con accuse legate allo sfruttamento sessuale di minorenni. La sua morte in carcere, avvenuta nello stesso anno e ufficialmente classificata come “suicidio”, ha alimentato ulteriori interrogativi e teorie, mai definitivamente chiariti sul piano pubblico.

Il rilascio dei documenti potrebbe avere ripercussioni significative, sia negli Stati Uniti sia a livello internazionale. Nelle ultime settimane diversi nomi di personaggi pubblici e istituzionali sono stati citati nei file resi disponibili, generando attenzione mediatica e, in alcuni casi, imbarazzi o dimissioni.
Analisti e osservatori parlano di un possibile “terremoto mediatico” destinato a protrarsi nei prossimi mesi, man mano che nuovi contenuti verranno esaminati e resi pubblici.
E in Europa?
Anche in Europa l’attenzione è alta. Alcuni esponenti politici e figure pubbliche sono stati citati nei documenti o in inchieste giornalistiche collegate, alimentando il dibattito sull’ampiezza della rete di relazioni costruita da Epstein nel corso degli anni.
In Italia, per ora, la copertura mediatica è stata più cauta rispetto ad altri Paesi, censurando e ovattando notizie che in altre nazioni circolavano liberamente. Il tema resta comunque monitorato, soprattutto sui social e nelle piattaforme online, dove la discussione è già molto intensa.

La pubblicazione degli Epstein Files sta generando una grande quantità di interpretazioni, analisi e anche speculazioni. Accanto alle informazioni verificabili, continuano a circolare ipotesi e teorie che se confermate solleveranno un velo su qualcosa di mostruoso.
Nei prossimi mesi l’attenzione resterà alta: il lavoro di analisi dei documenti appena diffusi è solo all’inizio e potrebbe contribuire a chiarire aspetti ancora oscuri di una vicenda che da anni coinvolge politica, finanza e mondo dello spettacolo a livello globale.
























