Un boato simile a un’esplosione, il pavimento che trema sotto i piedi, i mobili che vibrano e i soprammobili che si spostano. Qualcuno ha scritto sui social di aver visto andare in frantumi un oggetto in ceramica di Capodimonte cui teneva particolarmente.
Insomma, si è subito capito che si trattava di una scossa notevole, e anche con un epicentro particolarmente vicino, quella che si è avvertita a Soveria Mannelli, Decollatura e nei centri del Reventino, nel primo pomeriggio di venerdì scorso.
L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), come sempre utilissimo in questi casi con il suo sito, ha fornito praticamente in tempo reale i dati sul terremoto: magnitudo 3.8 con epicentro nel comune di Serrastretta, nei pressi della stazione “Serrastretta-Carlopoli” delle Ferrovie della Calabria, quasi al centro di un quadrilatero immaginario con appunto ai vertici i comuni di Serrastretta, Carlopoli, Soveria Mannelli e Decollatura.
La durata per fortuna è stata breve, di appena qualche secondo, e questo è probabilmente il motivo per cui non ci sono stati danni alle cose e alle persone. Ma la paura è stata tanta e in molti sono anche usciti dalle proprie abitazioni per far passare i lunghi minuti successivi alla scossa, che comunque non si è più ripetuta con la stessa intensità.
Anche i bambini delle scuole primarie sono stati molto bravi a seguire le indicazioni del piano di evacuazione, con ordine e senza farsi prendere dal panico, nonostante qualche lacrima tra i più piccoli e la paura per l’ignoto che a quell’età è più che giustificabile.

La preoccupazione però rimane in tutta la popolazione di quest’area perché da allora si sono percepite altre scosse più lievi con epicentro localizzato sempre nello stesso punto, tra Serrastretta e Carlopoli, e in particolare una di magnitudo 2.9, nella tarda serata sempre di venerdì, che si è avvertita distintamente. In questo periodo si sta insomma verificando quello che viene definito dagli esperti uno “sciame sismico”, che si sta ancora protraendo fino alle prime ore della giornata di domenica (25 gennaio 2026).
Infatti, dopo la scossa più forte, quella di magnitudo 3.8, avvertita da tutta la popolazione, nelle ore e nelle due giornate successive si sono verificate ventuno scosse: con un’intensità che va da un minimo di magnitudo 0.4 a un massimo di magnitudo 2.9. In particolare: tre con magnitudo inferiore a 1; diciassette con magnitudo tra 1 e 2; una con magnitudo superiore a 2.
In questo territorio si è abituati ai terremoti, si vive in una zona sismica e di questo la popolazione è pienamente consapevole. Però, nel caso specifico, la scossa principale, a testimonianza della sua forte intensità, è stata avvertita anche a Catanzaro (40 km di distanza) e Lamezia Terme (25 km), dove sono state perfino evacuate delle scuole, come pure a Cosenza (50 km di distanza). E desta tuttora apprensione il persistere di uno “sciame sismico” che è ancora in atto, seppure con una serie di scosse di minore intensità.
Raffaele Cardamone




























