L’Italia più vulnerabile, quella delle aree interne e delle periferie spesso dimenticate, torna al centro dell’attenzione grazie ai nuovi interventi promossi dai Luoghi del Cuore del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano. In questo quadro si inserisce anche l’impegno della delegazione della provincia di Catanzaro, rappresentata da Gloria Samà, che ha sostenuto, insieme ad altre candidature, quella dei Mulini di Amato. Scelta non banale e tanta è stata l’ispirazione.
Un’azione che affonda le proprie radici in un lavoro più ampio e profondo di educazione e sensibilizzazione, portato avanti soprattutto nelle scuole attraverso numerosi progetti di educazione civica, volti a trasmettere il rispetto, la conoscenza e la valorizzazione del territorio.
Dopo un lungo periodo di abbandono, la riscoperta della valle dei Mulini si deve all’iniziativa di Mattia Servino, cittadino di Amato ed ex studente del Liceo Scientifico “Siciliani” di Catanzaro. La sua partecipazione, nel 2022, al Torneo del Paesaggio – concorso per le scuole promosso dal FAI – ha rappresentato l’innesco di un percorso virtuoso che ha progressivamente coinvolto cittadini, associazioni e istituzioni nella riscoperta e nella tutela di quest’area di grande valore storico e ambientale. Un ruolo centrale è stato svolto dalla Pro Loco, di cui oggi Mattia fa parte, che ha promosso la raccolta dei voti per il censimento e ha già avviato interventi di riqualificazione di alcuni percorsi.
Il progetto candidato dal Comune di Amato e selezionato nell’ambito del bando I Luoghi del Cuore ha ottenuto un contributo di 22.000 euro da FAI e Intesa Sanpaolo. L’intervento mira a rendere nuovamente percorribile in sicurezza e a valorizzare il tratto di sentiero che dalla località Greci conduce ai mulini.
Nei giorni scorsi è stato ufficialmente annunciato l’elenco dei Luoghi del Cuore selezionati attraverso il bando successivo al Censimento 2024/2025. Tra i siti prescelti figura, per la Calabria, proprio il Percorso dei Mulini di Amato: un riconoscimento di grande rilievo per il territorio e per la sua comunità. Un risultato che apre nuove prospettive di studio e di ricerca, offrendo a storici e studiosi l’opportunità di approfondire il legame profondo di quest’area con il suo passato. Attraverso i toponimi, le testimonianze archeologiche e storiche, il percorso potrà infatti riaccendere suggestioni sull’antico attraversamento istmico tra Ionio e Tirreno e contribuire a ricomporre tasselli di una storia ancora poco indagata, restituendo alla valle il ruolo che le spetta nella memoria collettiva. Un lodevole traguardo non solo per Amato, ma per tutta la Calabria che ha ora il suo luogo del cuore FAI.


























