Dopo due anni di assenza forzata, causa pandemia, anche Decollatura, come altri centri del Reventino, ha potuto riassaporare il gusto di celebrare le feste patronali. Ad aprire, come consuetudine, le celebrazioni è stata la solennità della Madonna del Carmine nella frazione Adami.
Il nuovo parroco del piccolo centro montano, don Marco Mastroianni, insediatosi nel febbraio scorso, ha ripristinato tutti i riti che, per tradizione, da anni, ormai, vengono perpetrati in onore della Vergine. Durante la novena si sono succeduti vari sacerdoti che hanno celebrato le messe serali e predicato sulla spiritualità del Carmelo. Inoltre è stato riproposto il pellegrinaggio che porta i fedeli dalle tre chiese delle frazioni S. Bernardo, Casenove e Cerrisi, verso Adami.


Dopo le messe solenni del 16 luglio, alla sera (anche in questo caso un rituale oramai consolidato da tempo), presente anche il sindaco Perri, è partita la processione per le strade della frazione, con la Madonna portata a spalla dagli statuari e accompagnata dalla banda musicale e da un nutrito corteo di fedeli. Oltre ai tradizionali fuochi d’artificio esplosi la sera della vigilia dopo il concerto di un gruppo musicale in piazza, la popolazione delle varie rughe, si è unita e ha provveduto all’acquisto di una serie di piccole batterie di fuochi pirotecnici che sono stati sistemati lungo il percorso e “sparati” all’arrivo della statua. Un segno questo, di devozione forte da parte di tutta la popolazione che ha contribuito a rendere ancor più solenne e la festa religiosa. A conclusione dei festeggiamenti sono stati estratti i biglietti di una riffa allestita per l’occasione che ha premiato i più fortunati.
I fedeli giunti ad Adami, quest’anno, hanno, infine, potuto ammirare i pezzi pregiati (libri, dipinti, arredi sacri) che le famiglie Costanzo e Stocco hanno lasciato in eredità alla parrocchia e che fanno bella mostra lungo la navata destra dell’edificio di culto decollaturese.



























