Una volta c’era il Cinema Nido, inteso come luogo deputato alla proiezione di film e ad accogliere un pubblico che si accomodava su “scomode” poltroncine ribaltabili in legno e assisteva allo spettacolo sorseggiando una gazzosa al caffè, mangiando caramelle o – purtroppo, ancora a quei tempi non era vietato – fumando sigarette. E poi c’era anche un palcoscenico su cui periodicamente si esibiva la locale compagnia teatrale guidata da grandi personaggi come don Natale Colafati e Rosario Rubbettino, ma anche da quello che all’epoca era un giovane attore, appassionato di teatro come Gino Capolupo, che ancora resiste e rilancia con il suo Cine-teatro “Il Piccolo”.

Erano tempi in cui le sale cinematografiche svolgevano una funzione culturale esclusiva per ciò che concerneva le “immagini in movimento”, giocavano un ruolo molto importante, perché andare al cinema era l’unico modo per vedere quei film che in televisione erano merce rarissima. Al cinema ci si divertiva, si rifletteva sui grandi temi socio-politici, si vivevano grandi avventure e storie d’amore per interposta persona, si aprivano gli occhi rispetto alla realtà edulcorata che traspariva dai telegiornali di Stato, ci si emozionava, si rideva, si piangeva, si usciva quasi sempre – dopo la proiezione – arricchiti come persone e più consapevoli del mondo che ci circondava.
Ora del cinema – inteso come film – prevale un consumo meccanico, quello televisivo da telecomando impazzito, che non ha nulla a che vedere con la vera essenza della “settima arte”. Ma non tutto è perduto finché esistono e resistono personaggi visionari e appassionati come Gino Capolupo, che ha deciso qualche anno fa di costruirsi – letteralmente – il suo piccolo cine-teatro e di fondare oggi il “Circolo del cinema Giangurgolo” per dare la possibilità a chi deciderà di iscriversi – le iscrizioni sono tuttora aperte – di vedere una serie di film che difficilmente si potranno trovare in Tv, ma soprattutto nelle condizioni migliori per poter fruire un film, nella sala buia di un cinema, per l’appunto.

L’invito è dunque a iscriversi al Circolo del cinema, ad abbandonare il divano di casa e affidarsi alle poltroncine – questa volta molto comode – del Cine-teatro “Il Piccolo”, per assistere a una rassegna cinematografica che sarà all’altezza delle aspettative degli appassionati e che si aprirà con una vera e propria rarità. Un film mai visto in Tv, oscurato dal senso comune, come “Li chiamarono… briganti!” di Pasquale Squitieri. Un film che indurrà a una riflessione molto seria su un’Unità d’Italia del tutto squilibrata, in cui il Meridione ha avuto tutto da perdere e nulla da guadagnare. Un sacrificio che oggi viene perfino dileggiato e oltraggiato da tendenze politiche nordiste che si fanno inspiegabilmente strada anche nei nostri contesti territoriali.
Il Circolo ha ottenuto l’autorizzazione a proiettare da parte dell’MPLC (Motion Picture Licensing Company) e aderisce all’UICC (Unione Italiana Circoli del Cinema). Il tesseramento, con validità annuale, ha un costo che si può definire simbolico, di soli 10 euro e dà perfino diritto alla visione gratuita del primo film. Non riesco a vedere nessun motivo per cui tutti gli appassionati di cinema non debbano aderire a questa lodevole iniziativa, dando una mano a chi l’organizza con molti sacrifici e offrendo soprattutto un’occasione di partecipazione culturale a se stessi.
Raffaele Cardamone




























