La Calabria dei giovani viene raccontata spesso attraverso partenze, valigie e talenti costretti a cercare altrove le proprie opportunità. Ma esistono anche storie che seguono una direzione diversa: percorsi che nascono e crescono sul territorio e che, proprio da qui, riescono ad affacciarsi sul panorama internazionale.
È la storia di Fabiola Caliò, 26 anni, originaria di Soveria Mannelli, che dopo la laurea magistrale in Economia Aziendale, Management e Finanza d’Impresa all’Università della Calabria ha trasformato l’incontro tra studio e lavoro in un percorso di ricerca sulla sostenibilità aziendale.
Da circa un anno e mezzo Caliò lavora in Phari S.r.l., società partner di BACO S.r.l. Società Benefit e Brunori S.a.s., realtà imprenditoriali dei fratelli Alessandro e Bruno Brunori. È proprio dall’esperienza quotidiana a contatto con queste aziende che nasce l’interesse per un tema destinato a diventare il centro del suo lavoro accademico: capire in che modo la sostenibilità possa passare dalle dichiarazioni di principio alle decisioni concrete di un’impresa.
«Lavorare a stretto contatto con queste realtà mi ha permesso di conoscere un modello imprenditoriale in cui la sostenibilità non è solo un valore dichiarato, ma un principio che guida concretamente le decisioni strategiche e la crescita dell’azienda», racconta Caliò.
Da qui nasce la sua tesi magistrale, “Dalla compliance ESG alla governance sostenibile: sviluppo di un modello dinamico applicato al caso BACO Società Benefit”. L’obiettivo è superare una concezione della sostenibilità legata esclusivamente al rispetto dei criteri ESG e interrogarsi su come questi principi possano entrare realmente nei processi di governance e nelle scelte aziendali.
Dopo aver condiviso l’idea con Alessandro Brunori, il lavoro assume progressivamente la forma di un progetto di ricerca. Nel percorso entra Carmelo Arena, Research Fellow e dottore di ricerca presso l’Università della Calabria, che affianca Caliò durante l’elaborazione della tesi.
Ma la discussione della laurea non mette un punto alla ricerca. Da quel primo lavoro nasce infatti un percorso più ampio che coinvolge anche Maria Teresa Nardo, docente del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria.
Il risultato supera così i confini dell’ateneo calabrese e arriva nel dibattito scientifico internazionale con la pubblicazione di “Dynamic Management Control Systems for Sustainability: A Thematic Review” sul Social and Environmental Accountability Journal, rivista internazionale edita da Taylor & Francis.
Ma cosa dice la ricerca?
Al centro della pubblicazione c’è una questione che riguarda sempre più da vicino il mondo imprenditoriale: come può un’azienda integrare realmente la sostenibilità nei propri sistemi di gestione?
Il lavoro analizza la letteratura sui sistemi di controllo di gestione legati alla sostenibilità e propone di osservarli non come strutture statiche, ma come sistemi dinamici, capaci cioè di evolvere insieme alle esigenze ambientali e sociali e alle trasformazioni che interessano l’impresa.
Misurare le performance o fissare obiettivi di sostenibilità, da soli, non basta. La transizione richiede che strumenti formali, sistemi di rendicontazione e indicatori dialoghino con elementi meno facilmente misurabili, come la cultura organizzativa, i valori condivisi e i comportamenti che orientano quotidianamente le decisioni.
In questa prospettiva, la sostenibilità non rimane confinata a un report o a una serie di parametri da rispettare, ma entra nel modo stesso in cui l’impresa viene gestita e prende le proprie decisioni.
«Per me questo risultato rappresenta molto più di una pubblicazione scientifica. È la dimostrazione che una tesi di laurea può diventare il punto di partenza di un percorso di ricerca più ampio, capace di contribuire al dibattito scientifico internazionale», spiega Caliò.
Ed è proprio nel rapporto tra università e impresa che la storia assume una dimensione che va oltre il risultato individuale.
«Dal punto di vista della ricerca, esperienze come questa sono fondamentali perché consentono di sviluppare conoscenza a partire dalle sfide concrete affrontate dalle imprese», sottolinea Arena. «Il dialogo con il mondo aziendale permette infatti di mettere alla prova modelli e approcci teorici, contribuendo a renderli più aderenti alla realtà».
La pubblicazione rappresenta soltanto una prima tappa. Il percorso di ricerca proseguirà approfondendo il ruolo dei sistemi di gestione e dei processi decisionali nella transizione verso modelli d’impresa più sostenibili.
Ma la storia di Fabiola racconta già qualcosa del territorio da cui è partita: una Calabria che non soltanto forma giovani talenti, ma che può diventare essa stessa luogo di ricerca, sperimentazione e innovazione, quando università, imprese e nuove generazioni riescono a incontrarsi.
«Spero che la mia esperienza possa essere uno stimolo per altri giovani del nostro territorio: con impegno, curiosità e la volontà di mettersi in gioco, un percorso nato dall’incontro tra il mondo dell’impresa e quello della ricerca può trasformarsi in un contributo scientifico di respiro internazionale, mantenendo sempre un forte legame con la propria terra».
La pubblicazione “Dynamic Management Control Systems for Sustainability: A Thematic Review”, firmata da Carmelo Arena, Fabiola Caliò e Maria Nardo, è disponibile integralmente sul Social and Environmental Accountability Journal, edito da Taylor & Francis.
Leggi la pubblicazione:
https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/0969160X.2026.2704278




























