Catanzaro – La legalità non si strombazza, si pratica. Come quella espressa da un Comitato spontaneo di cittadini che è passato dai social alla piazza per dire senza indugi da che parte sta: tutti per il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e per gli altri magistrati della Direzione distrettuale antimafia.
Come programmato l’iniziativa si è svolta a Catanzaro, nella mattinata di sabato 18 gennaio 2020, e già dalle ore 10,00, è iniziato, nella piazza principale della città capoluogo, un continuo andirivieni di manifestanti proprio dinanzi gli uffici della Procura di Catanzaro.
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Quando l’orologio segnava le ore 11,00, piazza Matteotti ha iniziato a far sentire la propria voce contro la corruzione, contro le mafie, contro l’omertà.
Non c’era vessilli di partito, ma c’era la gente comune, c’erano le associazioni, i comuni e le scuole per un messaggio univoco: rispetto e solidarietà per magistrati di Catanzaro che, con l’operazione Rinascita Scott e altre indagini antimafia, hanno scoperchiato il vaso di pandora del malaffare.
Quando gli oratori, da Pino Masciari a Giancarlo Costabile, da Rocco Mangiardi a don Maurizio Patriciello, hanno pronunciato il nome di Nicola Gratteri, il nome del noto magistrato è stato accompagnato da un diluvio di applausi.
Qui Catanzaro ha scritto un’edificante pagina della sua storia, scandendo a chiare lettere un monito inequivocabile: nessuno infanghi l’operato di Nicola Gratteri e degli altri coraggiosi inquirenti che fanno il loro lavoro con abnegazione e tanto tanto coraggio. Non sono soli: la piazza era lì per dire che la ndrangheta si sconfigge non solo con la repressione, ma anche con la partecipazione, con la cultura, con la parola.
Al termine della manifestazione è anche arrivato, tramite lo scrittore e storico Pino Aprile il messaggio del procuratore di Catanzaro che ha parlato di “sete di giustizia sentita e non gridata o sbandierata.”
Su di uno striscione presente in piazza si leggeva: La mafia più forte del mondo nella regione più povera d’Italia. Dopo la lettura, l’ineluttabile riflessione: una casualità?
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