Calcio e Calabria hanno da sempre un legame speciale: dalle notti di Serie A al Granillo e allo Scida fino ai campi di provincia dove la passione è la stessa, solo con meno riflettori. In questo articolo ripercorriamo la storia dei successi del calcio calabrese, con una riflessione sulla situazione attuale.
Dalla Reggina al Catanzaro, quante calabresi passate dalla Serie A
La Calabria ha conosciuto la ribalta della Serie A grazie soprattutto a tre club: Reggina, Catanzaro e Crotone, capaci di portare stabilmente il nome della regione nel massimo campionato. La Reggina, nata nel 1914, è stata la presenza più longeva in A tra le calabresi, vivendo gli anni d’oro a cavallo degli anni 2000, quando affrontava regolarmente le grandi del nord al Granillo. Il Catanzaro è stato il primo club calabrese a salire in Serie A negli anni ‘70, legandosi a doppio filo alla figura di Nicola Ceravolo e a un progetto sportivo che ha fatto scuola nel Sud Italia. Il Crotone, infine, ha scritto una delle favole più recenti del calcio italiano, con la prima promozione nel 2016 e il ritorno in A nel 2020-2021, stagione in cui lo Scida è diventato tappa fissa per tutte le big. Tante volte, quindi, le squadre calabresi sono state protagoniste della più importante lega calcistica nostrana, entrando di diritto nei palinsesti televisivi, radiofonici ed editoriali. Ma non solo, perché in molti casi questi club sono stati anche analizzati dagli esperti di betting. Magari l’ultima volta in cui una squadra calabrese giocava in Serie A non esistevano ancora quei mezzi digitali per iscriversi sui siti per scommettere con lo SPID, visto che parliamo del Crotone nella stagione 2020-2021, ma bisognava recarsi in un’agenzia fisica o scegliere un portale con altre modalità di accesso più tradizionali. Questo per dare una contestualizzazione temporale più precisa.

Le squadre calabresi più forti del 2026
Nel 2026 il cuore del calcio professionistico calabrese batte tra Serie B e Serie C, con il Catanzaro nella serie cadetta e realtà come Cosenza e Crotone protagoniste in terza serie. Il Catanzaro, tornato stabilmente in B dopo anni di alti e bassi, è oggi il simbolo delle ambizioni della regione, grazie a un progetto tecnico solido e a un tifo che riempie il Ceravolo nelle grandi occasioni. Il Cosenza resta un punto di riferimento storico per il calcio bruzio, mentre il Crotone, dopo il ciclo in Serie A, sta cercando di risalire costruendo una nuova identità ripartendo dalla Serie C.
Non va dimenticata la Reggina tornata in Serie D che punta con decisione alla promozione diretta.
La presenza del Catanzaro in B è fondamentale anche in chiave di visibilità, perché garantisce alla Calabria una vetrina nazionale settimanale e una regolarità nei palinsesti televisivi sportivi.
L’obiettivo è consolidare il Catanzaro in cadetteria, riportare la Reggina nei professionisti e far salire almeno un’altra squadra calabrese a lottare stabilmente per i piani alti, per riaprire il discorso promozione in Serie A.
La realtà del calcio dilettantistico, base per i campioni del domani
Se i riflettori nazionali si concentrano su Serie A, B e C, la vera anima del calcio calabrese vive ogni weekend sui campi dilettantistici di Prima, Seconda e Terza Categoria, oltre che nei tornei giovanili. Società come l’Invictus Platania, che di recente ha conquistato una vittoria netta con 9 -1 con l’Accaria Galli e la Garibaldina, che militano nei campionati provinciali e regionali, rappresentano un presidio sociale oltre che sportivo, offrendo ai ragazzi del territorio un’alternativa concreta alla fuga verso i grandi centri. Proprio dai campi di provincia sono partiti, negli anni, molti giocatori arrivati poi tra i professionisti, a dimostrazione di come il dilettantismo calabrese sia una vera palestra per i campioni di domani. In un’epoca dominata dai grandi schermi e dal calcio globale, la Calabria continua così a coltivare il proprio talento “sotto casa”, facendo dei campetti di paese il primo mattone sulla strada che porta ai grandi stadi.

























